Migliaia di studenti hanno manifestato a Palermo contro il ddl ex Aprea e le politiche del governo Monti. Il lungo serpentone, organizzato dal coordinamento degli studenti medi e Cobas, con in testa lo striscione dell’assemblea delle scuole palermitane in agitazione, è partito da piazza Politeama.

Lungo il percorso sono stati strappati i manifesti delle primarie del Centrosinistra e quelli del Pd con Bersani affissi nei giorni scorsi per un incontro organizzato dai democratici con il segretario nazionale, in vista delle consultazioni di domani.


Ciascuna scuola ha raggiunto con cortei non autorizzati il luogo della manifestazione. Gli studenti in piazza hanno portato anche una bara di cartone simbolo della ‘morte della scuola pubblica’. “Siamo qui contro la crisi, i tagli e il ddl ex Aprea che smantella definitivamente la scuole – dice Federico Guzzo, rappresentante di istituto del Regina Margherita e portavoce dell’assemblea delle scuole in agitazione -: diciamo no alla crisi e sì ai diritti”.

Urlano i ragazzi: “Noi la crisi non la paghiamo e occupiamo tutto se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”. Poi all’altezza di Piazza Verdi hanno deciso di proseguire in corteo fino alla stazione Centrale, per unirsi agli operai della Gesip, riuniti a piazza Pretoria. Lanciati anche alcuni petardi e uova sulle vetrate della sede del quotidiano Il Giornale di Sicilia.

“Siamo senza partiti e sindacati perché non ci sentiamo rappresentati da gente che da sempre svende e smantella i diritti di studenti e lavoratori. Il problema reale è che la nostra è generazione senza prospettive né futuro – dice Guzzo -. Rischiamo di non avere un tetto domani senza il supporto delle nostre famiglie che fanno da ammortizzare sociale, e nel frattempo dato lo stato dell’edilizia delle scuole rischiamo che pezzi di cornicioni ci cadano in testa mentre studiano”.

Corteo anche a Catania, dove i partecipanti secondo le stime della questura erano circa 10 mila. Studenti e professori hanno attraversato in maniera pacifica la città. In città alcuni istituti sono occupati o autogestiti. I promotori dell’iniziativa sottolineano che la protesta non si fermerà, “ma – hanno annunciato – proseguirà nelle prossime settimane con iniziative dentro e fuori le scuole fin quando il governo non ritirerà la controriforma e investirà ingenti risorse in scuole e università”.