Ladri di rame in azione, durante la notte, lungo i binari del Nodo ferroviario di Catania. La sottrazione di un consistente quantitativo di cavi necessari al funzionamento dei sistemi tecnologici per il controllo della circolazione, sta causando ritardi fino ad un’ora ai treni del mattino. Il furto è stato accertato dalle squadre tecniche di Rete Ferroviarie Italiana durante gli interventi in linea, nei pressi della stazione di Cannizzaro, in seguito alle anormalità registrate in sala operativa. I tecnici sono al lavoro per ripristinare le normali condizioni della circolazione che, si prevede, possa tornare regolare in tarda mattinata.
“Sta diventando sempre più difficile mantenere lo standard della puntualità dei treni in Sicilia”. A protestare è il Comitato pendolari siciliani, che lamenta i tanti disagi e disservizi delle ferrovie regionali, in modo particolare sulla tratta Me-Ct-Sr. “Nella stazione centrale di Catania – prosegue il coordinatore dei pendolari Giosuè Malaponti, i ritardi non si contano più: interruzioni, guasti agli scambi che bloccano la circolazione, e ci mancava anche il furto di rame. Non ci stancheremo mai di dire che Ferrovie in Sicilia vuol dire disservizi, nonostante le lamentele, i disagi che noi pendolari dobbiamo quotidianamente sopportare, e sui quali non interviene mai nessuno a difesa dell’utenza”.
“Non bastano i problemi ai locomotori che molte delle volte restano in panne perché ormai vetusti, ci si mette anche il furto di rame a penalizzare ancor di più il trasporto ferroviario regionale. Dopo un’estate calda in tema ferroviario, fatta di ritardi e carenza di comfort, e di inefficienza relativa alla mancata tempestiva informazione alla clientela sia a bordo che nelle varie stazioni, il trasporto ferroviario siciliano sembra proprio che abbia serie difficoltà a garantire l’efficienza e l’efficacia. E non solo comunque per colpe proprie legate alla gestione ed alla soppressione di molte tratte. Di puntualità, già in tempi di assoluta normalità, non se n’è vista figurarsi se in queste condizioni può essere garantita. Chi rimborserà le ore di lavoro o di studio perse ai pendolari?”












