Un ventiduenne di Porto Empedocle sarà riammesso al concorso per 375 posti di allievo agente della Polizia penitenziaria, a cui inizialmente era stato escluso per la presenza di un tatuaggio nel braccio destro. La decisione arriva dal Tar del Lazio, che ritenendo fondata la tesi del difensore del ragazzo, l’avvocato Girolamo Rubino, ha accolto il ricorso ed ha annullato il provvedimento di esclusione. In particolare Rubino ha ricordato che i tatuaggi costituiscono causa di inidoneità solo quando per la loro sede o natura siano deturpanti, o per il contenuto siano indice di personalità abnorme.