Scoppia la polemica tra la Procura di Palermo e la Provincia di Agrigento sulla presentazione del libro ‘La mia prigione’, scritto da Bruno Contrada, l’ex funzionario della Polizia che ha scontato una pensa definitiva a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
E’ il Procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi a ritenersi “scandalizzato dall’avere appreso dalla vedova di Crescente dell’iniziativa della presentazione del libro di Contrada al Polo universitario, prevista per il prossimo 25 gennaio proprio nella sala intitolata al collega Luca Crescente”. “Il pm Crescente – dice Teresi all’Adnkronos – apparteneva alla Dda di Palermo, cioe’ l’ufficio che condusse le indagini su Contrada poi definitivamente condannato per mafia”. “E’ una richiesta fortemente provocatoria – denuncia Teresi – La liberta’ di parola va bene ma non in una sala istituzionale specie se intitolata a un magistrato. Sono fortemente scandalizzato dal fatto che il Presidente della Provincia D’Orsi abbia dato il suo consenso per l’uso della sala, cosi’ come del sindaco Marco Zambuto, dato che il Polo universitario appartiene anche al Comune”. Teresi chiede che “venga inibito l’uso della sala a Contrada”.
“Non ho mai autorizzato la concessione dell’aula convegni del Consorzio Universitario intitolata a Luca Crescente per la presentazione del libro “la mia prigione” del dott. Bruno Contrada” in programma per venerdì prossimo 25 gennaio”.
A dichiararlo è Il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi in relazione alle notizie apparse in queste ore su alcuni organi di informazione.
”Sono molto dispiaciuto di essere stato ingiustamente accusato di una cosa che non ho mai fatto e che comunque non potrei fare in quanto sono estraneo a qualunque forma di gestione o di rappresentanza diretta del Consorzio Universitario di Agrigento”.
“Sono addolorato che tali accuse mi provengano – prosegue Eugenio D’Orsi -da persone nei confronti delle quali nutro profonda stima e rispetto”.
“Sono anche molto meravigliato che il Sindaco di Agrigento Avv Marco Zambuto, estraneo come me a qualunque forma di gestione del Consorzio Universitario di Agrigento – Conclude D’Orsi – si fregi di aver fatto revocare una autorizzazione che in realtà non era mai stata data”.











