A oltre due mesi dall’incendio che ha distrutto i capannoni della cooperativa «Horus» che si trovava in contrada Cannemasche, continuano a bruciare i prodotti chimici ed i fertilizzanti che si trovavano all’interno. La denuncia arriva da alcuni rappresentanti di cooperative agricole che operano nella zona, i quali hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Agrigento, affinché si possa mettere la parola fine alla questione che rischia, secondo loro di procurare un disastro dal punto di vista ambientale. Nell’aria, infatti, il fumo ancora oggi sprigiona della diossina, pericolosa per la salute dell’uomo e nociva per i prodotti agricoli che vengono coltivati nella zona. Inoltre, i rappresentanti delle cooperative denunciano l’assenza totale degli organi preposti per lo spegnimento definitivo dell’incendio e soprattutto per i controlli antinquinamento i cui risultati non sono conosciuti nonostante siano stati fatti dei rilievi da parte di tecnici specilizzati Ad oggi, infatti, non è bastato, il lavoro dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento e dei distaccamenti di Canicattì e Licata, intervenuti a più riprese per domare del tutto le fiamme, che hanno provocato danni per oltre 4 milioni di euro alle due cooperative che operavano all’interno della struttura. La paura dei residenti e dei rappresentanti delle associazioni agricole è quella che il fumo che ancora fuoriesce possa creare dei danni alla salute di chi in quei luoghi abita o ha degli appezzamenti di terreno. L’area nella zona spesso diventa irrespirabile a causa dei fumi acri e tossici che continuano a svilupparsi dalla combustione dei prodotti chimici e plastici che si trovavano dentro i capannoni distrutti dal rogo che si è verificato e che si estendevano per una superficie di oltre due mila metri quadrati. Dentro i capannoni vi erano anche antiparassitari, concimi, teloni ed anticrittogamici. Interessata della questione anche l’Amministrazione comunale, con il sindaco Vincenzo Corbo, al quale era stato chiesto di vietare il consumo e la commercializzazione dei prodotti agricoli che vengono coltivati e raccolti nella zona interessata dall’incendio. Decisione però che non è stata mai presa. A Canicattì nei mesi scorsi erano giunti i tecnici dell’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, per accertare se il fumo sprigionato dall’incendio possa avere causato danni.. I risultati di questo monitoraggio però non sono mai stati resi noti.

CARMELO VELLA