Trentadue persone sono indagate dalla Procura di Agrigento e nove raggiunte da misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta “Totem”, che ha permesso di smantellare un’associazione a delinquere impegnata nel gioco d’azzardo e le scommesse clandestine. Secondo le indagini della Guardia di finanza il gruppo distribuiva a gestori di esercizi pubblici apparecchi del tipo “Totem” che si collegavano ai siti internet privi di concessione e consentivano il gioco d’azzardo e le scommesse clandestine. Notificati sette obblighi di dimora e due obblighi di firma ad altrettanti esercenti della zona di Licata. I finanzieri hanno sequestrato gli apparecchi Totem in 90 locali dell’Agrigentino, ma anche delle province di Palermo, Catania, Trapani e Caltanissetta. Le indagini, dirette dal Pubblico Ministero Antonella Pandolfi e coordinate dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo della Procura della Repubblica di Agrigento, sono state svolte dai militari della Compagnia del capoluogo a partire dai primi mesi del 2010. Nello specifico, le misure cautelari eseguite, disposte dai Gip di Agrigento Alessandra Vella e  Alberto Davico, hanno riguardato 9 cittadini del licatese (obblighi di dimora e di firma) e circa 90 esercizi pubblici (sequestri) ubicati prevalentemente in provincia di Agrigento, tranne una quindicina siti nelle province di Palermo, Catania, Trapani e Caltanissetta, per i quali sono stati delegati i Reparti del Corpo territorialmente competenti; nel complesso, sono stati impegnati oltre un centinaio di fiamme gialle. Le complesse attività di indagine hanno portato alla luce sofisticati sistemi di frode, attraverso i quali venivano sottratte a tassazione ingenti somme di denaro relative a giocate effettuate con i “Totem”, apparecchiature ufficialmente predisposte per fini leciti, ma di fatto terminali di gioco facenti parte di una rete attrezzata per il gioco d’azzardo on-line illegale (principalmente poker e roulette) e per la raccolta irregolare di scommesse sportive (realizzate con bookmakers stranieri non autorizzati ad operare in Italia). Questi apparecchi, infatti, erano stati fraudolentemente dotati di connessione ad internet nonché di un lettore di banconote e di smart-card, proprio allo scopo di consentire la raccolta di scommesse clandestine ed il gioco d’azzardo on-line. Le indagini descritte si collocano in un settore di primaria importanza per la Guardia di Finanza, fra l’altro fortemente caratterizzato da aspetti trasversali, perché i fenomeni illeciti nel “mondo dei giochi” ledono non solo gli interessi finanziari dello Stato, sottraendo consistenti quote di gettito, ma anche il buon funzionamento dello specifico mercato e gli interessi dei consumatori, spesso vittime di usura ed estorsione, in considerazione del potenziale interesse della criminalità comune e organizzata a fronte degli elevati profitti riconducibili a tali attività.