Rispondo al Senatore del Pdl Gibiino che e’ intervenuto in merito alla proclamazione del fermo dell’autotrasporto indetto dell’Aitras e dalle altre sigle sindacali siciliane, affamando di essere contrario a questo fermo per le conseguenze negative che ne deriverebbero per l’economia e che è necessario un interlocutore reale e responsabile che promuova il dialogo con le associazioni. Premesse che la maggior parte dei nostri associati hanno votato Silvio Berlusconi, quindi quello che sto per dire non è per motivi politici, Le ricordo che il Presidente del Suo partito quando rivestiva la carica di primo ministro, attraverso il suo ministro delle infrastrutture Altero Matteoli e il Sottosegretario Bartolomeo Giachino, aveva preso dei precisi impegni con i siciliani, siglando due protocolli, a maggio 2009 e a febbraio 2010, promettendo che le imprese di autotrasporto siciliane sarebbero state attenzionate, in particolare per i problemi legati alla filiera agroalimentare e ai traghettamenti, impegni non rispettati. Fino ad oggi siamo stati più che responsabili, abbiamo cercato il dialogo in tutte le maniere, revocando fermi già proclamati, ma non possiamo più continuare, non è mai il momento di fare un fermo ma se le nostre imprese chiudono ogni giorno, se alle nostre richieste di dialogo nessuno risponde, siamo costretti, nostro malgrado, alla proclamazione del fermo. Non abbiamo nessun pregiudizio al dialogo, anzi: manca un mese e mezzo al fermo, se ha a cuore la Sicilia si attivi in prima persona concretamente per scongiurare il fermo e instaurare un dialogo costruttivo, e non mi dica che non abbiamo il governo, visto che la scorsa settimana il ministro Passera era presentissimo e efficientissimo tanto da firmare 400 milioni a favore (in teoria) della categoria che gli autotrasportatori siciliani non vogliono perché non finiscono nelle loro tasche. Finiamola tutti con i proclami e la demagogia e passiamo ai fatti.

Al Sig. Ugge’ che si ostina a sostenere che siamo un caso da 118 voglio dire che è lui ad aver perso il lume della ragione, e anche da un bel pezzo, visto che le difficoltà odierne della categoria sono anche frutto di sue scelte, dirette o indirette. Molti dei miei associati e delle altre associazioni presenti in Sicilia e oltre lo Stretto, sostengono, e io sono d’accordo, che gran parte dei fondi 400 milioni di euro servono solo a mantenere le cooperative e i consorzi del nord legati ad alcune associazioni di categoria nazionale del mondo dell’autotrasporto. Molti di autotrasportatori mi hanno mostrato le copie delle fatture per commissioni e ristorno vari che queste cooperative e consorzi trattengono dai rimborsi a loro destinati. A. Lei non risulta? Un’altra domanda: come mai nessuno si preoccupa che i prodotti agroalimentari siciliani, osservando le norme sulle ore di guida, non possono essere piu’ competitive se non prendendo le navi? Senza un rimorso parziale, infatti, le navi sono fuori dalla portata degli autotrasportatori. Perché Lei non si batte per questi problemi con la stessa veemenza con cui si batte per i rimborsi sui pedaggi autostradali? Io ritengo che non sia più rimandabile affrontare seriamente i problemi che riguardano gli autotrasportatori siciliani legati alla filiera agroalimentare.


Salvatore Bella