Ho letto la nota stampa, a firma di un certo Agrillo (persona sconosciuta da me e dalle altre sigle sindacali siciliane) che dice di essere il vice di Uggè, Presidente di Fai – Conftrasporto, con il quale accusa le sigle sindacali che hanno proclamato il fermo di essere spinti da motivi economici e di risvegliarsi da una lunga latitanza. Da come parla è evidente che non conosce completamente le problematiche degli autotrasportatori siciliani, nè sa nulla di decine di stati di agitazione che non sono sfociati in fermi solo per senso di responsabilità nei confronti del popolo siciliano ed a seguito di protocolli firmati con istituzioni che puntualmente hanno disatteso quanto sottoscritto. Abbiamo atteso a lungo che si formasse il nuovo governo, ma lo stato di profonda crisi della categoria non ci consente di attendere ancora ed inoltre abbiamo constatato che il governo attuale non è rimasto con le mani in mano, ma, su chiare sollecitazioni di alcune sigle sindacali nazionali, si è dato ben da fare per sbloccare i 400 milioni per pagare, fra le altre cose, il rimborso sui pedaggi autostradali che la categoria non vuole; quindi il governo è in piena attività. Notiamo che abbiamo colpito nel segno considerata la levata di scudi che il Presidente Fai – Conftrasporto Uggè ha sollecitato, ma non ci fermeremo. Nei prossimi giorni vi dimostreremo come il sistema dei rimborsi sui pedaggi autostradali che hanno creato alcune associazioni nazionali non servano ad altro che a foraggiare le stesse per tramite di grossi consorzi e coopetarive del nord. Se essere di “secondo ordine” significa non vivere alle spalle degli autotrasportatori come sanguisughe permettetendosi così, tra le altre cose, di pagare intere pagine di quotidiani nazionali, fastosi convegni autorappresentativi, allora si, siamo di secondo ordine e ne siamo fieri. Si preannuncia che si verificherà ciò che già è accaduto nel 2000: in quel caso gli pseudorappresentanti della categoria che siedevano nelle comode poltrone romane, furono cacciati da tutti i tavoli di concertazione dagli autotrasportatori perchè non rappresentavano nessuno.
Salvatore Bella Vice-Presidente Consulta Siciliana

















