Quattro mesi di reclusione ciascuno e 100 euro di multa con la sospensione condizione della pena.
È questa la condanna che è stata inflitta dal giudice monocratico del Tribunale di Canicattì, Graziella Luparello, ad altrettante persone residenti in città e nei comuni di Serradifalco e Montedoro, questi ultimi due paesi della provincia di Caltanissetta ma distanti pochi chilometri dalla città dell’uva Italia.
I quattro sono finiti a processo per il furto di tre tavolini che si era verificato l’8 aprile di quattro anni fa all’esterno di un bar del centralissimo viale della Vittoria. A far scoprire i ladri, il sistema di video sorveglianza del locale che permise in tempi brevi di identificare gli autori di quel colpo abbastanza anomalo.
I condannati sono: C. M. R., 32 anni ed A. P. M., 35 anni, entrambi assistiti dall’avvocato Diego Giarratana, A. F., 33 anni , e I. D. P., 33 anni , assistiti dall’avvocato Giuseppe Cacciatore.
I quattro vennero individuati dai carabinieri e denunciati in stato di libertà mentre la refurtiva venne recuperata e riconsegnata al proprietario. Ad aiutare l’indagine i filmati del sistema di video sorveglianza del locale che grazie alle immagini registrate permise agli inquirenti di arrivare direttamente agli autori del furto dei tre tavoli.
I quattro, infatti, non immaginavano che a protezione del bar vi fossero delle telecamere e per questo motivo erano entrati in azione approfittando che l’esercizio commerciale fosse chiuso e che a quella ora della notte nei pressi dell’esercizio commerciale non passava anima viva.
Ma si sono evidentemente sbagliati considerato quello che poi è avvenuto. Il pubblico ministero dell’udienza Manuela Saieva, durante la sua requisitoria aveva chiesto la condanna dei primi tre a 4 mesi di reclusione e 200 euro di multa mentre per I. D. P. aveva domandato l’assoluzione.
I quattro, in un primo momento hanno cercato di chiarire che il furto era stato commesso per gioco quasi fosse una scommessa tra di loro. Una versione però che non ha convinto ne gli inquirenti che li avevano denunciati e nemmeno il giudice che li ha condannati.














