«Il consiglio comunale e le commissioni consiliari costano al comune di Canicattì dai 250 ai 300 mila euro l’anno. Per questo motivo occorre ridurne i costi».
È questo quanto afferma il sindaco Vincenzo Corbo, che è intervenuto sulla questione che riguarda la riduzione dei costi della politica. In media, infatti, una seduta del consiglio comunale costa dai 5 ai 7mila euro. Non bisogna calcolare, soltanto il rimborso del gettone di presenza ai 30 consiglieri comunali ma si deve aggiungere per ogni seduta il costo del personale impegnato, degli stenotipisti e di tutti gli addetti ai lavori che vengono impiegati dal Comune per permettere il regolare svolgimento della riunione.
«Occorre – dice il sindaco – cercare di velocizzare l’iter delle riunioni del consiglio comunale ed anche delle commissioni consiliari. Non è ammissibile che vengano consumate riunioni con la discussione e l’approvazione di un solo punto all’ordine del giorno quando la convocazione ne contiene numerosi. Stessa identica cosa vale per le commissioni consiliari le quali consumano diverse riunioni per poi produrre quelle proposte che devono essere girate al consiglio comunale. Credo – aggiunge Vincenzo Corbo – che velocizzare tutto servirebbe non solo a far risparmiare l’ente in un momento di profonda crisi ma anche a dare maggiori atti e servizi alla cittadinanza. Io come capo dell’amministrazione percepisco una indennità di circa 2100 euro mensili nette.
Ma per percepire questa somma ho dovuto mettermi in aspettativa dall’Asp, da cui dipendo. Ci sono altri assessori come ad esempio il vice sindaco Gaetano Rizzo e l’assessore al Bilancio Patrizia Bennici, che non avendo rinunciato alla propria occupazione percepiscono rispettivamente 720 euro al mese il primo e 570 euro mensili la seconda. Abbiamo consiglieri comunali che ogni mese portano a casa una somma di gran lunga superiore grazie alle riunioni delle commissioni consiliari e dell’assemblea cittadina. Mi appello al buon senso di tutti affinché si possano approvare atti in maniera più celere facendo in questo modo risparmiare la collettività».
Un consigliere comunale percepisce una indennità (dopo che è stata decurtata dagli stessi) di circa 90 euro a seduta. Stesso importo viene corrisposto per ogni riunione delle commissioni. Al presidente dell’assemblea Mimmo Licata il comune per legge corrisponde il 55% dell’indennità del sindaco (e dunque circa 1200 euro mensili). Questo produce per il comune una uscita di cassa di circa 300 mila euro ogni anno. Intanto, Vincenzo Corbo, risponde alle accuse del presidente della sesta commissione consiliare Manuela Seminatore, che aveva accusato Corbo di poca democrazia: «Credo che il mio ex assessore alla Cultura faccia bene ad informarsi quale sia effettivamente il ruolo che hanno le commissioni»

















