La morte del piccolo Nuccio Natalizio, fu provocata da una crisi ipossica fulminate, riconducibile ad un attacco di iperglicemia di cui era affetta la madre. A questa conclusione sono giunti Nunzia Albano e Antonio Luciano, dell’Università di Palermo, nominati consulenti dalla Procura della Repubblica di Agrigento, nell’ambito del processo per la morte del piccolo che vede sul banco degli imputati G.B. 51 anni, ginecologa in servizio presso l’ospedale Barone Lombardo di Canicattì. Nel corso dell’ultima udienza, i due esperti hanno sottolineato in aula che la lettura del tracciato eseguito alla mamma del piccolo morto due ore dopo il parto ed effettuato dalla dottoressa, era tale da non creare nessun allarme per il feto perché si trattava di un esame perfettamente nella norma. Inoltre, è emerso che anche i primi minuti del secondo tracciato, quello effettuato sulla donna dopo il secondo ricovero in ospedale, erano rassicuranti e che soltanto dopo una decina di minuti la situazione è repentinamente precipitata in una crisi ipossica (mancanza di ossigeno ai polmoni del nascituro) fulminante. Gli atti acquisiti e valutati dai due consulenti della Procura, li hanno indotti a ritenere che la causa di questa crisi possa essere riconducibile, essendo l’unica anomalia emersa durante la gravidanza della madre, ad un iperinsulismo, evincibile dagli esami eseguiti durante i 9 mesi di gestazione, che poi ha provocato la morte del nascituro. Inoltre, ha aggiunto in sede di deposizione il dottor Antonio Luciano, che lui stesso con il quadro clinico a disposizione della dottoressa , accusata di omicidio colposo, al momento del controllo avrebbe adottato lo stesso comportamento dell’imputata. Il processo si concluderà il 12 giugno. Erano le 6 del mattino di quattro anni addietro quando la signora Rossana Taglialegami ed il marito Diego Natalizio si presentarono al pronto soccorso dell’ospedale di contrada Giarre perché la moglie al nono mese di gravidanza accusava dei malori. Immediatamente, venne trasferita presso il reparto di ostetricia e ginecologia per ulteriori accertamenti. La ginecologa dopo avere visitato la paziente ed effettuato un tracciato aveva deciso di rimandarla a casa perché tutto sarebbe stato nella norma. Appena giunta presso la sua abitazione però, Rossana Taglialegami, venne colpita da una violenta emorragia. La nuova corsa in ospedale dove avvenne il parto ma qualche ora dopo sopraggiunse la morte del piccolo Nuccio. La dottoressa  è difesa dall’avvocato Calogero Meli.

CARMELO VELLA