E’ stata eseguita all’interno della camera mortuaria dell’ospedale Barone Lombardo, l’autopsia sui resti carbonizzati del cadavere rinvenuto dentro il bagagliaio della Fiat Brava, di proprietà di Calogero Ciulo, 44 anni di Canicattì, di cui non si hanno più notizie dal 27 maggio scorso. Ad effettuarla è stato il medico legale nominato dalla Procura di Agrigento, il dottor Cataldo Raffino dell’Università degli studi di Catania. L’esame ha confermato la presenza di nove fori provocati da un’arma da fuoco sul torace della vittima ma al momento non è stato possibile stabilire se si tratti ci colpi sparati da una pistola o da un fucile. Elemento, questo molto importante per gli inquirenti per il proseguo delle indagini e soprattutto per cercare di inquadrare il delitto. Si è in attesa che arrivino i risultati dell’esame del Dna, prelevato lunedì pomeriggio sui resti carbonizzati del cadavere ritrovato dentro l’auto di Ciulo. Esami essenziali, per avere la conferma ufficiale o meno se si tratti dello scomparso Intanto, vi è una pista che viene maggiormente seguita dagli inquirenti per cercare di risolvere quello che al momento sembra un vero e proprio giallo. L’inchiesta, infatti, si è concentrata sui debiti che Calogero Ciulo, aveva contratto da un anno a questa parte dopo che nel 2012 aveva deciso di chiudere la rosticceria il «Ghiottone» dopo che gli affari non andavano per nulla bene. Per questo motivo, ieri mattina, in commissariato a Canicattì, sono state sentite altre persone che in qualche modo hanno avuto a che fare con lo scomparso. Interrogatori, che vengono effettuati dalla polizia alla ricerca di una traccia che possa far giungere a svelare tutto quel mistero che ruota attorno alla sparizione del disoccupato canicattinese e al ritrovamento del cadavere carbonizzato all’interno della sua auto. L’inchiesta sul ritrovamento del cadavere carbonizzato dentro il cofano dell’auto e la scomparsa di Calogero Ciulo, vanno avanti di pari passo e viene condotta dal Sostituto Procuratore del Tribunale di Agrigento Andrea Maggioni. Una copia del fascicolo è stata inviata ai magistrati della Dda di Palermo. Ad indagare invece sono gli agenti della squadra Mobile di Agrigento guidati da Corrado Empoli ed i colleghi del commissariato di Canicattì coordinati dal dirigente Valerio Saitta. L’ultima volta che il disoccupato canicattinese è stato visto in giro per la città è stato il 27 maggio poco dopo le 19 quando è stato notato da alcuni conoscenti a bordo della sua Fiat Brava colore verde vecchio modello poi rinvenuta completamente carbonizzata in contrada «Cardaci» tra Delia, comune della provincia di Caltanissetta e Campobello di Licata nei pressi di una stazione ferroviaria. Da quel momento di lui non si hanno avuto più notizie. Non sono stati trovati dei bossoli di arma da fuoco il che fa presumere che la persona trovata carbonizzata del quale non si conosce ancora l’identità – ma che gli inquirenti presumono possa essere proprio Calogero Ciulo – sarebbe stata uccisa da un’altra parte.
CARMELO VELLA












