Paura per un incendio scoppiato la notte scorsa in via Nino Martoglio nel quartiere Ciuccafa, a Porto Empedocle.  Le fiamme hanno avvolto due furgoni isotermici parcheggiati uno vicino all’altro, di proprietà di un quarantaduenne e un ventunenne di Porto Empedocle, che si occupano del commercio di prodotti ittici, riconducibili a Libertino Vasile Cozzo, 37 anni, coinvolto negli ultimi mesi in una serie di episodi, e attualmente sottoposto agli arresti domiciliari. Quando i vigili del fuoco e i poliziotti del Commissariato empedoclino, agli ordini del vice questore aggiunto Cesare Castelli, sono arrivati sul posto, dei mezzi restavano solo le carcasse annerite. I pompieri hanno impiegato oltre un’ora per spegnere i focolai e mettere in sicurezza l’area interessata. Anche se nel corso del sopralluogo non sono state rinvenute tracce di liquido infiammabile o altri inneschi è quasi certa la natura dolosa dell’incendio. Bocche cucite da parte delle forze dell’ordine che sulla serie di attentati incendiari mantengono il più stretto riserbo. Si indaga su due ipotesi investigative per dare una spiegazione ai tanti incendi che negli ultimi mesi hanno distrutto una decina tra camion e furgoni congelatori appartenenti a commercianti di pesce. Dietro ai roghi scoppiati in varie zone di Porto Empedocle ci potrebbe essere il racket delle estorsioni, ma al momento polizia e carabinieri non scartano anche la pista della faida tra pescivendoli per questioni legate alla concorrenza.