Pur di spillarle denaro contante e preziosi non hanno esitato un attimo a raccontarle che un loro congiunto aveva urgente bisogno di cure costose perché malato terminale. Un racconto tra le lacrime, fatto da due donne, madre e figlia, all’interno della chiesa di Santa Lucia ad una donna di 78 anni, la quale colpita dal “dramma” che stava vivendo quella famiglia non ha esitato un attimo a dare i soldi che teneva in borsa dentro al portafogli 50 euro. L’anziana, però non poteva mai immaginare che da li a poco le richieste di denaro, sempre con la stessa identica scusa, si sarebbero fatte più insistenti e che dietro a tutta questa vicenda si nascondeva una truffa. Raggiro che ha portato ieri mattina alla denuncia di C. M 36 anni e della figlia R. L di 18, entrambe di Canicattì, da parte degli agenti del locale commissariato coordinati dal vice questore Valerio Saitta. I poliziotti, infatti, lunedì scorso hanno raccolto la querela dell’anziana che finalmente a distanza di qualche settimana dall’inizio della sua “odissea” ha capito di essere rimasta vittima di una truffa. Per mamma e figlia le accuse che vengono contestate sono truffa aggravata e continuata ed appropriazione indebita. Mamma e figlia, dopo avere ricevuto i primi 50 euro, l’indomani si sono presentate a casa della signora ed hanno chiesto che la stessa le “prestasse” 200 euro. Richieste di denaro che sono susseguite anche nei giorni a venire: 300, 250, 200 euro sino a raggiungere nel giro di poco tempo oltre 1000 euro. Quando l’anziana non aveva denaro contante mossa da eccesso di carità cristiana, ha fatto anche ricorso a prestiti da parte di alcuni vicini di casa o ha consegnato, ormai in balia delle due, una collana e tre anelli in oro affinché mamma e figlia li rivendessero per monetizzare contante. Ma poi l’anziana resasi conto del raggiro ha denunciato tutto.

CARMELO VELLA