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Sicilia, direzione regionale PD: Rosario Crocetta: ” il segretario può farlo Nelli Scilabra”

Scritto da il 21 luglio 2013, alle 08:42 | archiviato in Politica, politica sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Duro affondo di Rosario Crocetta alla direzione regionale del Pd riunita a Palermo. Il governatore ha fatto irruzione a riunione in corso e prendendo la parola ha sparato a zero. Dopo avere difeso il suo movimento, il Megafono, ricordando che “furono Maurizio Migliavacca e Davide Zoggia a volere che presentassi una mia lista alle regionali”, Crocetta, maglietta e giacca con una vistosa spilla col simbolo del Megafono, ha attaccato i dirigenti del partito che gli chiedono di scegliere tra il Pd e il suo movimento (la questione è finita sul tavolo della commissione di garanzia). “Io sono e resto un dirigente del Pd – ha detto il governatore -. Il Megafono non è un partito, ma un’idea”.

Dopo un accenno alla leadership nazionale – “Sfidare Renzi? Vediamo…” -, il presidente ha blindato il governo chiudendo le porte a ipotesi di rimpasto, spingendosi oltre. “Sia chiaro, se mi propongono di fare una giunta con Mirello Crisafulli (ex senatore Pd) e Nino Dina (Udc) tanto vale che presentino una mozione di sfiducia nei miei confronti: questo governo se lo facciano loro”.

L’intervento del presidente è proseguito in un crescendo e in un clima di tensione tra i dirigenti, già impegnati nella fase pre-congressuale. “O ci teniamo il segretario Giuseppe Lupo oppure se volete il rinnovamento allora il segretario può farlo Nelli Scilabra”, dando così investitura ufficiale alla giovane assessore alla Formazione in prima linea nella lotta agli scandali che stanno provocando un terremoto proprio all’interno del Pd, con diversi esponenti del partito arrestati e indagati (tra questi il deputato Francantonio Genovese e il cognato Franco Rinaldi, deputato-questore all’Ars) nelle inchieste della Procura di Messina.

Proprio Rinaldi, ha sostenuto Crocetta, avrebbe fatto parte della rosa di nomi che tempo fa il Pd aveva stilato in vista di un eventuale rimpasto di governo, “assieme a quelli di Crisafulli e di Luigi Cocilovo, che qualche problema con la formazione ce l’ha”. Dopo l’intervento, Crocetta, che ha criticato anche dirigenti renziani in sala, è andato via, tra la disapprovazione generale.

Tra il governatore e il Pd la tensione è massima. Tanto che il presidente ha continuato a sfogarsi anche con i giornalisti: “Perché il mio partito non mi sostiene? Dopo la condanna a morte di Cosa nostra quando ero sindaco a Gela, oggi mi ritrovo nelle barricate a lottare contro il malaffare e gli sprechi alla Regione, sto rischiando la pelle. Ma la politica se ne rende conto? O c’è un impazzimento totale?”.

“Questo atteggiamento devono spiegarlo – ha affermato Crocetta -. Invece di ricevere sostegno e solidarietà che non devo certo sollecitare io, provano a delegittimarmi continuamente. Dove sta sbagliando il mio governo proprio non lo capisco: lottiamo gli sprechi, le clientele, stiamo mettendo ordine nella formazione professionale, abbiamo riformato le Province, abbiamo legiferato sui rifiuti, sull’acqua pubblica, abbiamo revocato le autorizzazioni per il Muos di Niscemi in attesa delle analisi sull’impatto delle onde elettromagnetiche per la salute e l’ambiente. Il mio metodo è discutere con tutti senza doppio gioco. Io dico quello che penso e sono leale”.



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