Via le “tette al vento” e le pance in bella mostra, in barba al caldo afoso. In Sicilia è guerra aperta all’abbigliamento sexy o succinto. Dopo l’iniziativa del sindaco di Lipari contro l’ uso del costume da bagno in giro per l’isola, ora anche il primo cittadino di Gela, Angelo Fasulo, ha adottato il provvedimento agli uffici della pubblica amministrazione.
Fasulo non ha firmato personalmente l’ordinanza sul decoro nell’ abbigliamento ma ha inviato una lettera ai dirigenti. Nella circolare sottolineava di aver notato persone che frequentano gli uffici comunali in abiti indecorosi e ha chiesto quindi di adottare provvedimenti.
Il primo a rispondere all’appello è stato il comando dei vigili urbani. All’ingresso della caserma e sulla porta del comandante Giuseppe Montana c’è un avviso che vieta l’accesso a chi si presenta con abiti poco dignitosi.
Restano fuori dalla porta gli utenti o dipendenti maschi in costume da bagno, pantaloncini e pantaloni a vita bassa, così da lasciare intravedere la biancheria intima (o peggio ancora le parti intime, precisa l’avviso). Banditi anche zoccoli e infradito. Stessi divieti per le donne con l’ aggiunta anche di top o indumenti che lascino scoperte parti dell’addome o delle spalle . Il provvedimento è in vigore dal 27 luglio. Ovviamente il divieto non vale per i ragazzini sotto il quattordicesimo anno di età.
SiciliaInformazioni












