“L’approvazione del decreto sull’esecuzione della pena avrà riflessi positivi per le carceri, i detenuti a Catania e in Sicilia”. Il sottosegretario alla Giustizia Giuseppe Berretta, all’indomani del via libera del Parlamento al disegno di legge di conversione del Dl sull’esecuzione della pena, svela come le misure appena approvate in Parlamento serviranno anche a migliorare la situazione non facile delle carceri siciliane. Un successo politico e personale per l’esponente del Pd etneo che sin dal primo giorno d’insediamento al ministero della Giustizia ha lavorato sul disegno di legge.

“Con la conferma dei compiti assegnati al commissario straordinario del governo per le infrastrutture carcerarie – spiega il sottosegretario Berretta – lo stesso, potrà continuare nelle sue attività di manutenzione straordinaria, ristrutturazione, completamento e ampliamento delle strutture penitenziarie esistenti per aumentarne la capienza”.


“Tra le strutture interessate al piano carceri del commissario straordinario ci sono anche quelle siciliane di Catania Bicocca, Caltagirone, Siracusa, Trapani e Palermo e Agrigento”, continua il sottosegretario.

“A Catania Bicocca saranno creati 450 nuovi posti, 200 a Caltagirone e altrettanti a Siracusa e Trapani. A Palermo con il completamento del nuovo padiglione del Pagliarelli , (300 posti) e con la ristrutturazione della V e VI sezione dell’Ucciardone i posti nuovi creati saranno complessivamente 500. 200 posti in più, infine, anche ad Agrigento grazie a dei lavori di completamento di un nuovo padiglione”.

In generale, il sottosegretario siciliano è soddisfatto per il lavoro svolto sin qui. “Non posso che esprimere soddisfazione per il lavoro fatto in questi mesi che ha portato al varo di un provvedimento strutturale che incentiva l’utilizzo della detenzione domiciliare, facilita la risocializzazione dei condannati attraverso il lavoro e si muove nella direzione di avere pene più umane  ma non per questo meno rigorose e certe”.

“Il provvedimento varato influirà in modo sostanziale sul drammatico sovraffollamento delle carceri.  Le misure approvate – spiega il sottosegretario alla Giustizia – rappresentano infatti un passo decisivo, non solo per affrontare adeguatamente l’emergenza del sovraffollamento delle carceri, ma anche per garantire una condanna che rispetti quanto prescritto dalla carta costituzionale in tema di umanità della pena. Dai dati di cui dispone il ministero della Giustizia sugli ingressi dalla libertà negli istituti penitenziari risulta che, solo nel primo mese di applicazione del decreto, circa 300 persone non sono entrate in carcere si tratta di una conferma alle stime ministeriali che avevano previsto un impatto immediato e significativo sul sovraffollamento penitenziario”.

Secondo Berretta, “E’ stato raggiunto un punto di equilibrio tra le richieste di sicurezza dei cittadini e l’obiettivo del reinserimento sociale delle persone che hanno commesso reati. Il lavoro è stato individuato come lo strumento principale di rieducazione molto significativo è  l’ampliamento delle possibilità di utilizzare, a titolo volontario e gratuito, i detenuti in  lavori di pubblica utilità e inoltre sono stati aumentati gli sgravi contributivi ed il credito di imposta per chi assume i detenuti e gli ex detenuti”.

Luca Cilberti