sei migranti sono morti all’alba a Catania, annegati durante il tentativo di raggiungere la riva. I corpi sono stati trovati sulla spiaggia della Plaia. Il peschereccio con cui erano arrivati si è arenato a 15 metri dalla riva. Gli extracomunitari che non sapevano nuotare sono precipitati in un canale profondo alcuni metri che c’è prima della battigia, volevano raggiungere la costa per fuggire.
I sei uomini sono tutti giovani di età inferiore ai 30 anni, tra loro anche un ragazzo di 13-15 anni. Facevano parte di un gruppo di circa 100 migranti che comprendeva donne e anche bambini molto piccoli: 55 minorenni provenienti da Siria e Egitto, 17 dei quali non accompagnati. Tra loro tre ragazzine e una donna incinta. Gli altri 32 extracomunitari sono uomini.
Il loro viaggio è durato circa una settimana. Un bambino disidratato è stato ricoverato per precauzione in ospedale, visite mediche sono state disposte anche per una donna incinta. I naufraghi hanno detto di provenire prevalentemente dall’Egitto e dalla Siria, tra loro ci sono anche 17 minorenni. A tutti è stato dato da mangiare, perché avevano finito le scorte alimentari.
Nel tratto di mare dove il peschereccio si è arenato sono intervenuti i sommozzatori dei vigili del fuoco. I sub hanno controllato lo scafo e cercato eventuali altre vittime rimaste sottoacqua. La tragedia è avvenuta in corrispondenza del Lido Verde, che resterà chiuso almeno oggi e domani. Il titolare, Dario Monteforte, ha spiegato: “Noi ci sentiamo di doverlo fare, per motivi umanitari”.
E al porto di Catania è scoppiato il caos. Auto delle forze dell’ordine, assieme ad ambulanze e soccorritori per i migranti, alternate ad autobus e turisti alla ricerca delle bellezze di Catania, dell’Etna e della vicina Taormina. Sono infatti arrivati 12.500 croceristi con tre navi da crociera.
Il sindaco di Catania Enzo Bianco ha proclamato una giornata di lutto cittadino per mercoledì prossimo, giorno degli eventuali funerali, in segno di cordoglio per la morte dei sei migranti annegati nel mare antistante la spiaggia della Plaia. La procedura prevede che, una volta identificate le vittime, vengano avvisati i familiari che potrebbero richiedere le salme per procedere loro, in patria, con i riti funebri. In caso contrario il Comune di Catania si farebbe carico delle funzioni, celebrate secondo i riti della religione d’appartenenza, e della sepoltura. “Il Comune si è messo a disposizione – afferma il vicesindaco Marco Consoli – per fornire una sede alternativa, la scuola Vitaliano Brancati di Librino, per ospitare coloro i quali rifiutassero di farsi identificare e dunque non potrebbero essere trasferiti”.
Il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ha parlato di “Catania non era stata, fino adesso, meta di sbarchi e dovremo attrezzarci per affrontare anche questo tipo di emergenza, che è locale, nazionale ed europea. Deve far riflettere poi il fatto che, mentre grandi navi da crociera giungevano nel porto facendo sbarcare oltre diecimila turisti, un centinaio di persone a bordo di un barcone cercava di approdare sulle nostre coste con la speranza di una vita migliore. Ciò significa che dobbiamo lavorare perché Catania, mutata da terra di emigrazione in terra di immigrazione, diventi sempre di più città dell’accoglienza”.
Il procuratore capo di Catania, Giovanni Salvi, ha aperto un’inchiesta che coordinerà personalmente. Il reato ipotizzato è, al momento, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e omicidio colposo plurimo. Il procuratore ha disposto l’esame autoptico esterno e soltanto in caso di ulteriori accertamenti deciderà sull’eventuale autopsia. Sulla dinamica sono in corso accertamenti, ma il magistrato ha confermato che la tesi privilegiata è l’annegamento appena scesi dalla barca.
“Il natante – ha spiegato Salvi – si è arenato su una secca: i migranti hanno pensato che si toccasse, sono scesi dalla barca e invece sono annegati perché l’acqua all’improvviso diventa profonda”. Sono una ventina i migranti che sono riusciti ad arrivare vivi sulla spiaggia, gli altri sono rimasti sul natante. I primi a dare l’allarme sono stati i gestori del Lido Verde. Sulla battigia c’erano già due corpi, altri quattro sono stati recuperati da vigili del fuoco e capitaneria di porto in mare.













