Anche il presidente Giorgio Napolitano è rimasto colpito: “Le immagini trasmesse ieri dalla tv delle decine di bagnanti, sulla spiaggia di Morghella-Pachino, che si sono spinti generosamente in mare per aiutare profughi provenienti dalla Siria, in gran parte bambini, a raggiungere la riva mettendosi in salvo, sono di quelle che fanno onore all’Italia”.
La spiaggia di Morghella, ieri mattina teatro dell’ultimo sbarco di migranti in Sicilia, è un luogo di villeggiatura frequentato soprattuto dalle famiglie e i particolare è uno dei luoghi privilegiati da tanti catanesi, che scelgono queste oasi di pace di Sicilia suo-orientale alla ricerca di acque cristalline e sabbia pulita per trascorrere qualche ora o qualche settimana di relax. Soprattutto a Ferragosto. La tranquilla atmosfera di festa, però è stata squarciata dal silenzioso sbarco di 160 disperati provenienti in gran parte dalal Siria. Molti bagnati, per la prima, volta si sono trovati davanti agli occhi le immagini di un’emergenza da fronteggiare, sensa esitare. E le immigini di una giornata da “eroi per caso” vengono commentate con stupore e condivise quasi in tempo reale sulla rete.
“Sono stato uno dei primi vedere l’imbarcazione arenata sulla spiaggia quando eravamo appena una decina di persone, si scorgevano chiaramente tanti migranti che chiedevano aiuto – racconta Manlio Messina, consigliere comunale a Catania – Non ho esitato con alcuni parenti e amici a chiamare i primi soccorsi perchè si vedeva chiaramente che c’erano a bordo tanti bambini e che alcuni adulti si stavano già buttando in acqua per raggiungere la riva. Immediatamente abbiamo chiamato la guardia costiera per la segnalazione e con materiale di fortuna abbiamo cominciato a transennare la parte di arenile interessata per agevolare le operazioni di soccorso”.
“E’ stata una sensazione molto forte – confessa – vedere neonati e bambini in quelle condizioni, ai limiti della sopravvivenza, sarà una delle esperienze della vita che non dimenticherò facilmente. Dopo aver condiviso ieri il lutto cittadino per i fatti avvenuti sabato scorso alla Plaia, mi sono trovato ancora di fronte a quella che poteva essere una nuova tragedia se non fossero intervenuti immediatamente la guardia costiera e il 118”.
“I siciliani hanno dimostrato ancora una volta grande solidarietà, c’è stata immediatamente una corsa al soccorso, chiunque dava una mano al prossimo: alcuni regalando vestiti, altri acqua e generi di prima necessità, qualcuno non ha esitato a tuffarsi e a dirigersi a nuoto verso il barcone, come l’avvocato catanese Daniele D’Arrigo e il noto imprenditore etneo Antonio Torrisi, che erano con me – conclude il consigliere Messina – Il mare era agitato e la barca rischiava di capovolgersi su un fianco a causa della forza delle onde. Dopo due tentativi di disincagliare il peschereccio, la guardia costiera ha deciso di farli scendere direttamente in spiaggia. Ho avuto modo di parlare con qualcuno di loro, mi hanno detto che la maggior parte di loro proviene dalla Siria e che hanno viaggiato per 15 giorni”.
Tra i soccorritori della prima ora c’era anche Salvo Stivala, titolare di alcune concessionarie d’auto a Catania, che si trovava nella zona in vacanza. “Stavo andando a Portopalo a fare la spesa con mia moglie, mi ha incuriosito il passaggio di un peschereccio e guardando con attenzione dal finestrino della macchina ho notato che erano clandestini. Un barcone pieno zeppo di persone – – racconda ancora sbalordito – sono sceso immediatamente dall’auto e ho nototato che erano vicinissimi alla spiaggia, per cui ho chiamato immediatamente il 1530. Sul posto fino a quel momento non c’era nessuno. Di lì a poco ho visto gente che arrivava da casa portando bottiglie d’acqua potabile e vestiti, nel frattempo gli extracomunitari cominciavano a buttarsi in acqua e subito mi è tornata in mente la tragedia di Catania. Pensavo che anche in questa occasione, per le condizioni del mare, sarebbe potuto scapparci il morto. Questi però erano organizzati”.
Stivala ha filmato sin da subito le operazioni di soccorso: “Un militare che si è presentato come il Comandante della guardia costiera di Portopalo ha vietato i contatti con i migranti cercando di ristabilire l’ordine in un momento concitato e d’emergenza, nel frattempo sono arrivati tutti i soccorsi” sottolinea.
“A livello personale è stata un’esperienza commuovente – conclude Stivala – ho visto bambini disperati e adulti con gli occhi spenti. I primi a scendere, invece, sembravano preparati. Era come se avessero saputo in anticipo quello che dovevano fare e ciò che dovevano dire. Soprattutto quelle ho visto non erano facce di gente che trascorso quindici giorni in mare”.
Sul posto a prestare i primi soccorsi anche delle ragazze che fanno volontariato quotidianamente e che avevano scelto di prendersi qualche giorno di riposo proprio in occasione del Ferragosto. “Ci aspettavamo di trovare persone disidratate e malnutrite, fortunatamente stanno tutti bene – spiegano le due ragazze che preferiscono restare anonime – I siriani sono istruiti, tra di loro c’è chi parla due o più lingue straniere e ci hanno confessato di aver pagato 3.000 dollari a famiglia, con la promessa che sarebbero sbarcati a Venezia. Da lì infatti sarebbero poi arrivati a Milano prima di raggiungere i parenti in Svezia o in Germania. Noi gli abbiamo spiegato che si trovavano in Sicilia, mostrandogli sulla cartina la loro posizione, in tanti si sono messi le mani ai capelli”.
















