Sono complessivamente 199 (85 uomini, 50 donne e 64 minori) i migranti – per la maggior parte sedicenti siriani e alcuni egiziani – arrivati nella notte nel porto grande di Siracusa su unità della guardia costiera e della guardia di finanza che li avevano soccorsi ieri circa 70 miglia a sud-est della costa di Siracusa.

Il barcone su cui navigavano – e che dopo il trasbordo dei migranti sulle motovedette è stato abbandonato in alto mare alla deriva perché non avrebbe retto molto oltre la navigazione con quel carico di vite umane – alla volta delle coste siciliane era stato segnalato nel primo pomeriggio di ieri da un velivolo greco del dispositivo Frontex in pattugliamento e successivamente monitorato dal velivolo Manta del nucleo aereo guardia costiera di Catania.


I migranti sono stati così raggiunti da un pattugliatore di altura della guardia di finanza e da una motovedetta della guardia costiera, a bordo dei quali sono stati trasbordati per motivi di sicurezza poiché le condizioni meteomarine avverse non garantivano la stabilità e galleggiabilità dell’imbarcazione, che hanno quindi fatto rotta verso il porto grande di Siracusa.

Sul molo della banchina della darsena è stato allestito un punto di prima accoglienza, che ha visti impegnati i volontari della Croce rossa e la protezione civile comunale, dove i migranti appena sbarcati hanno ricevuto la prima assistenza sanitaria. Solo per due migranti è stato necessario il trasferimento all’ospedale Umberto I per ulteriori accertamenti.

La Guardia di Finanza di Catania, su provvedimento emesso d’urgenza dalla Procura, ha sequestrato l’imbarcazione di 30 metri utilizzata come nave madre durante lo sbarco dei 199 migranti: la nave, dopo il trasbordo dei clandestini sull’unità “figlia”, aveva invertito la rotta per darsi alla fuga. All’arrivo nel porto di Catania della nave madre, con a bordo alcuni extracomunitari, ha assistito, tra gli altri, il procuratore della Repubblica a Catania Giovanni Salvi.

Si tratta del primo sequestro effettuato in acque internazionali. Sono state applicate le convenzioni internazionali in materia di diritto di alto mare e sul crimine transnazionale, riguardanti anche la potestà di fermare ed ispezionare una nave priva di nazionalità – o assimilata – sospettata di essere coinvolta nel traffico di migranti. I 15 componenti dell’equipaggio sono stati fermati.