Di seguito riportiamo la lettera del Sindaco di Bivona Giovanni Panepinto al testimone di giustizia Ignazio Cutro’.

“Caro Ignazio Cutro’,


Quando vuoi sarà un vero piacere prendersi un caffè insieme. Come ben sai io e l’Amministrazione che presiedo ti siamo stati vicini per garantire sicurezza alla tua abitazione. E come ben sai, anche che sulla vicenda dei

pagamenti che dovevi fare alla serit -per ottenere il durc- ho adottato l’atto che impegnava il Comune a pagare a rate quanto chiedeva la società di riscossione. Sono

stato tutti i giorni in contatto con il presidente della regione Lombardo, affinché ti venisse erogato il contributo. Devo dare a atto a Lombardo che è stato determinato a volere risolvere il problema. Ho fatto,ovviamente, solo il mio dovere di cittadino e di Sindaco.

Per la verità ci dovevamo incontrare il venti Aprile per presentare un video che rappresentava la lotta alla mafia da te condotta. A quell’incontro non sei mai venuto. Avevamo preparato tutto nei particolari perché fosse una giornata importante contro la mafia. Bivona, che ha ricordato i centocinquanta anni del Liceo Classico, è un paese che ha nel proprio Dna sociale il disgusto e il rifiuto di ogni prepotenza e l’avversità verso la mafia.

I fasci siciliani, la lotta per l’occupazione delle terre da parte del movimento social comunista è un movimento cattolico democratico, ispirato dal vescovo di Caltagirone, il Bivona se De bono, protettore di Luigi Sturzo, sono la testimonianza di ciò che penso.

Al di là della storia questo paese è un paese che ripugna la mafia. Caro Ignazio quando è dove vuoi tu possiamo stare insieme, magari in una serata di Settembre all’aperto in mezzo ai tanti giovani che popolano il nostro centro.

Relativamente a quel signore che non ha voluto affittare la casa alla ragazza di tuo figlio sappi che ci sono tanti altri pronti a farlo”.

La risposta dell’imprenditore Ignazio Cutrò che ha denunciato i suoi estorsori mafiosi:

“Caro Giovanni Panepinto grazie per l’invito a prenderci un caffè quando vuoi io sarò sempre pronto, come ero pronto a venire il venti di aprile ma credo di avere spiegato bene i motivi che mi hanno portato a quella scelta con un comunicato stampa e se non ricordo male ci siamo sentiti per telefono e prima della tua chiamata mi ero premurato di farti informare che l evento si spostava dopo le polemiche, e informandoti che gli ospiti non venivano più ,io non mi devo dimenticare che non sono un cittadino normale ma in un programma speciale di protezione in loco,forse l’unico in ITALIA. Noi non abbiamo chiesto pietà a nessuno e a nessuno di pagare i nostri debiti difatti siamo rimasti nella nostra terra, per fare una lotta spalla a spalla con le istituzioni contro i soprusi mafiosi che affliggono questa nostra martoriata ma bellissima terra ,per questo non avendo mensilità come gli altri testimoni avevo chiesto una possibilità di riscatto morale e dignitoso per ritornare a lavorare e per poter far fronte hai debiti della mia impresa accumulati negli anni in questa lotta.,questo non toglie di ringraziarti per il tuo gesto mettendoti a disposizione con l’atto del comune e per le telefonate a lombardo,ma come ho già detto io e la mia famiglia abbiamo rateizzato il tutto togliendo il contributo della regione e pagando le rate rimanenti ogni mese alla SERIT. Volevo dirti, e ci sono interviste che possono testimoniare che io ho sempre detto che a Bivona c è tantissima gente onesta, caro Giovanni io non ho paura della mafia ,ma del silenzio della gente onesta,e se avessi saputo che al liceo c èra questo incontro sarei venuto con piacere. Per il discorso del cretino sono d accordo con te , ma volevo dirti che a Bivona ci sono tanti cretini allora? perchè fino ad ieri ci sono state risposte negative per l’affitto della casa, io ti chiedo se e possibile di impegnarti tu a dirgli alla ragazza di mio figlio a chi si deve rivolgere. Grazie sempre e aspetto per sapere dove prenderci un caffè e farci una passeggiata in piazza .”