Se il futuro dei precari siciliani – 18.500 più i 1100 ex pip di Palermo – dipenderà dai risparmi di cassa delle amministrazioni comunali, allora non c’è storia. E’ il rischio che corrono i lavoratori non stabilizzati che affollano gli enti locali siciliani dopo che alla Camera è stato approvato un emendamento al testo di legge sulle stabilizzazioni. Emendamento modificativo del documento passato al Senato e che prevedeva la possibilità di usare risorse aggiuntive dal trasferimento ai comuni per le stabilizzazioni senza incorrere nel rischio di sforamento del patto di stabilità.

Con questa modifica la proposta di legge dovrà tornare a palazzo Madama per l’approvazione in seconda lettura e sindacati siciliani insieme al governatore Crocetta adesso cercano di correre ai ripari. Il presidente della Regione, infatti, ha dichiarato rispondendo ai sindacati siciliani che hanno subito minacciato la mobilitazione in tutta l’isola: “Stiamo attivando azioni per ripristinare testo originario della Commissione Bilancio del Senato”. Un’azione che Crocetta sta avviando con l’assessore regionale agli enti locali, Patrizia Valenti. Per mercoledì inoltre è stato convocato un incontro con le parti sociali a Palermo, per predisporre un’azione comune tra governo regionale e sindacati.


Posizione critica condivisa anche dai partiti. Baldo Gucciardi, capogruppo del Pd, sostiene: “Non abbiamo mai preteso leggi ‘ad hoc’ per favorire la Sicilia, ma che la nostra isola sparisca dall’agenda del governo nazionale è inaccettabile”.

“Che lo Stato tolga in un sol colpo ai precari della nostra isola non solo la possibilità di essere stabilizzati, ma anche la proroga dei contratti, appare assolutamente insopportabile – aggiunge Gucciardi – ed è incomprensibile il modo in cui a Roma qualcuno sottovaluta il dramma di 20.000 famiglie”.

“Sarebbe fin troppo banale, oggi, ricordare che già ad agosto avevamo lanciato l’allarme per la percezione di un approccio non adeguato al problema da parte del governo nazionale. Ma la Regione non ha chiesto allo Stato alcun onere aggiuntivo: ci aspettiamo dunque che si ponga subito rimedio a questa ferita inferta ai precari siciliani ascoltando il governo e le forze parlamentari regionali, nonché le stesse forze sociali dell’isola, per trovare presto una rimedio rispetto alla grave scelta della Camera dei Deputati”.

Ieri era stato il leader di Articolo 4, Lino Leanza a lanciare l’appello al ministro della Funzione Pubblica, Gianpiero D’Alia al presidente della Regione, Rosario Crocetta, ai deputati nazionali eletti in Sicilia e ai sindacati perché si faccia fronte comune per ripristinare il testo originario del Senato.

Domani a Palermo, il ministro D’Alia parteciperà ad una serie di incontri in città e certamente dovrà chiarire la posizione del governo nazionale sulla vicenda siciliana. D’altronde lo stesso responsabile della delega alla Funzione pubblica aveva attivato un tavolo speciale sulla situazione regionale proprio in considerazione dei numeri del precariato siciliano, fra i più massicci in Italia.

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