Una città paralizzata dagli studenti. Letteralmente assediata e bloccata dal lungo serpentone di studenti. Cori contro il governo, per una scuola pubblica e libera dal profitto, per il diritto alla mobilità e a un futuro nella propria città e e nella propria terra. “Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città”. Torna in piazza la protesta dei giovani palermitani. E’ partita da piazza Verdi una manifestazione mai vista alla quale hanno preso parte i movimenti studenteschi della città con i ragazzi delle scuole autogestite o occupate. Diversi cortei spontanei di studenti si sono diretti verso il centro di Palermo, causando rallentamenti alla circolazione stradale. Fiumi di ragazzi hanno bloccato la città: in tutto oltre 15 mila. Poco prima delle 12 tutti i cortei si sono riuniti davanti alla Prefettura di via Cavour.
I gruppi di studenti sono partiti da via Sciuti, piazzale Einstein in direzione via Campolo, viale Strasburgo all’altezza di via Belgio. Un altro corteo si era formato in via Libertà, all’altezza di via Ugdulena, e si era diretto verso il centro città. Un altro corteo studentesco invece era partito via Dante per dirigersi verso piazza Virgilio, occupando la carreggiata.
Una nota del Coordinamento Studenti Medi Palermo ha fatto sapere che sono stati 25 i cortei partiti spontaneamente da tutte le scuole in agitazione per raggiungere il concentramento del Teatro Massimo. Migliaia di studenti e studentesse già alle 9 avevano assediato piazza Verdi, stracolma di giovani. Un corteo infinito, anche più nutrito dei precedenti. Così gli studenti palermitani si sono schierati contro le politiche del governo Letta.
In particolare gli studenti chiedono il diritto a un’istruzione pubblica e gratuita, una mobilità anch’essa gratuita, una manutenzione straordinaria degli edifici scolastici e “la possibilità di crearci un futuro qui, nella nostra città e nella nostra terra. I dati sulla disoccupazione giovanile e sulla emigrazione dei giovani siciliani sono paragonabili a quelli degli anni ’50. Cosi non può andare avanti”.
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