“Un gesto grave e vile”. E’ la reazione del vice presidente nazionale della Cna, Giuseppe Montalbano, e del presidente e del segretario provinciale di Agrigento, Mimmo Randisi e Piero Giglione, al pesante atto intimidatorio rivolto agli autotrasportatori Fita, aderenti alla Confederazione. Questa mattina all’ingresso della sede di un consorzio a Campobello di Licata è stato trovato un cartello con un chiaro messaggio: “Vi consigliamo di non fare uscire i mezzi nel giorno della rivoluzione perché vi pesteremo a sangue fino a farvi morire”. L’avviso contiene una serie di minacce e intimidazioni esplicite indirizzate sia al presidente provinciale che al presidente nazionale della Fita Cna e si chiude con un appello alla “rivoluzione che farà libera la Sicilia, attaccheremo lo Stato”. “Un attacco che certamente respingiamo con decisione e fermezza – aggiungono Montalbano, Randisi e Giglione – ai vertici nazionali e provinciali Fita e agli autotrasportatori, che quotidianamente svolgono onestamente il loro lavoro, va il nostro pieno sostegno, consapevoli che gli inquirenti non lasceranno nulla di intentato per fare luce su questo inquietante episodio. Il nostro impegno sul fronte della legalità andrà avanti e i nostri artigiani e le nostre piccole e medie imprese hanno il sacrosanto diritto di esprimere liberamente le loro idee e di lavorare serenamente senza alcuna forma di pressione, minaccia o intimidazione”. L’offensiva non può che essere letta come risposta alla responsabile decisione assunta proprio ieri, venerdì 6 dicembre, dalla CNA che, attraverso un comunicato stampa, aveva espresso la contrarietà di artigiani, imprenditori e agricoltori siciliani al “blocco dei Tir” in Sicilia, annunciato da alcune sigle. Nella nostra nota si ricordava “come paralizzare la Sicilia nei giorni a ridosso delle festività natalizie sia un danno pesantissimo all’economia dell’isola”.

Questa mattina sulle saracinesche di un consorzio agrigentino di autotrasportatori aderente alle CNA-Fita sono stati appesi vari volantini con chiare minacce di morte indirizzate al presidente della CNA-Fita della provincia di Agrigento, Salvatore Puleri, e nuovamente alla presidente nazionale Cinzia Franchini. Prosegue un clima di grave intimidazione nei confronti di chi nella nostra associazione intende rappresentare le imprese nel rispetto della legalità e delle regole condivise per protestare e manifestare. Emerge chiaramente la volontà di dissuadere i dirigenti nazionali e territoriali della CNA-Fita dal denunciare chi vuole strumentalizzare la disperazione di tanti imprenditori per bloccare il Paese e generare confusione e caos. L’impegno dell’associazione nella ricerca di un dialogo costruttivo con le istituzioni e le stesse organizzazioni che hanno comunque confermato il fermo nazionale dell’autotrasporto è stato continuo e serrato anche con dibattiti pubblici. Altrettanto ferma è stata e sarà la nostra collaborazione con le Prefetture per anticipare ed evitare quanto già accaduto con l’esperienza del fermo del 2012, dove per la prima volta fu evidente come nuove e sospette regie si fossero infiltrate in questo tipo di protesta, strumentalizzando la nostra categoria e le sue istanze.


L’Amministrazione Comunale di Campobello di Licata esprime la sua solidarietà al presidente della CNA-Fita della provincia di Agrigento, Salvatore Puleri, e alla presidente nazionale Cinzia Franchini, che sono stati oggetto di minacce di morte, tramite un volantino affisso a Campobello di Licata sulla saracinesca del consorzio di autotrasportatori Lo.Tras. Volantino firmato “Viva la mafia viva i forconi”. La “colpa” di questi operatori del settore sarebbe quella di non avere aderito alla mobilitazione prevista a partire da giorno 9 dicembre. Ci auguriamo che i rappresentanti del movimento dei forconi prendano immediatamente le distanze e condannino questo gesto vile. Nessun dialogo è possibile con chi scrive “viva la mafia”. Nessuna solidarietà è possibile verso chi minaccia di morte coloro che hanno la sola colpa di non condividere determinate posizioni. Nessuna tolleranza è possibile verso chi ritiene di risolvere i problemi dicendo “attaccheremo lo stato”. Queste persone fanno il male della nostra terra, e vanno isolate.

Salvatore Bella Presidente Aitras “Esprimo la mia solidarietà del Consorzio Lotras e condanno il vile gesto e le minacce subite. Nessuno può permettersi di fare accettare a un’altra persona, con la forza e la violenza, le proprie scelte. La manifestazione del 9 dicembre, come già ripetuto ai questori e ai prefetti, sarà pacifica e democratica, denunceremo ogni forma di violenza verso chi non condivide le nostre ragioni. La libertà è solo una: può essere quella di protestare e quella di dissentire; entrambe vanno rispettate.”