Resterà chiuso anche stasera l’aeroporto di Catania per l’emergenza cenere lavica dell’Etna. L’unità di crisi della Sac, infatti, ha deciso la chiusura, fino all’alba, dello spazio aero sopra la città e della pista di Fontanarossa. Sono intanto atterrati a Comiso due voli Alitalia, che ripartiranno in serata per Roma. Dopo il loro decollo anche l’aeroporto del Ragusano chiuderà. L’unità di crisi tornerà a riunirsi alle 5.30 di domani.
E’ questa l’ultima novità di una giornata di caos. L’attività stromboliana dell’Etna si è stabilizzata, ma l’emissione di cenere e la conseguente chiusura di Fontanarossa e dell’aeroporto di Comiso hanno provocato enormi disagi ai viaggiatori. Lo scalo ragusano, riaperto dalle 13, è stato utilizzato temporaneamente in alternativa a quello di Catania. Ma la “sostituzione” è durata poco.
Complessivamente sono 45 i voli interessati dalla chiusura dell’aeroporto di Catania. Ieri sera 8 sono stati dirottati sullo scalo di Palermo. Cancellati 14 voli in arrivo e 23 in partenza. Per avere informazioni dettagliate sui voli da e per Catania dirottati o cancellati, basta andare sul link della Sac per seguire l’evoluzione del quadro arrivi/partenze all’aeroporto di Fontanarossa.
CAOS ANCHE A PALERMO. Sono stati 22 i voli dirottati da Fontanarossa, altri 15 sono partiti direttamente dallo scalo palermitano del Falcone Borsellino. Un centinaio i voli cancellati in arrivo e partenze. È la cronaca di una giornata di passione per i passeggeri siciliani che dovevano arrivare nello scalo di Fontanarossa e hanno dovuto reinventarsi la partenza o l’arrivo dal capoluogo etneo. Alla fine solo parte del traffico è stato riprotetto nello scalo palermitano. Quanto basta per creare un afflusso insolito nello scalo Falcone Borsellino, gestito, nonostante l’impiego di uomini e mezzi, con non poca difficoltà dalla Gesap.
A parte quasi tutti i banchi aperti e un gran via vai nell’aerostazione, nell’area dei parcheggi non si erano visti mai tanti pullman che hanno fatto la spola per tutto il giorno tra Palermo e Catania. Un’organizzazione che ha provocato non pochi disagi ai passeggeri che hanno raggiunto non senza difficoltà le loro mete impiegando in alcuni casi anche sei ore in più rispetto a quanto previsto.
E domani si dovrebbe replicare visto che almeno fino alle 13 lo scalo catanese resterà chiuso. “In considerazione dell’eccezionale fase eruttiva del vulcano Etna e la conseguente chiusura degli aeroporti della Sicilia orientale, le organizzazioni sindacali – si legge in una nota dell’Atm-Pp, Cila av, Anpcat Licta, Fit Cisl, Ugl – aderiscono alla richiesta del prefetto di Palermo, sentita la Commissione di Garanzia, e rinviano lo sciopero proclamato a data da destinarsi”.
“La revoca dello sciopero – osserva il ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione Gianpiero D’Alia – non migliora di molto questo lunedì siciliano di caos e disservizi, con passeggeri a terra, disagi per chi lavora e gravi danni alle attività economiche, senza contare quelli sull’immagine della Regione. In Italia esiste una Commissione di garanzia per l’applicazione della legge sugli scioperi: è il momento che batta un colpo, altrimenti per quanto ci riguarda può chiudere anche domattina”.
LA RABBIA DI BIANCO. “Non è possibile lasciare un’area come la Sicilia orientale senza voli – commenta il sindaco di Catania, Enzo Bianco – Francamente – ha detto Bianco – non comprendo perché i voli diretti a Catania non siano stati dirottati subito su Palermo o Lamezia Terme. A volte non ci si rende conto che la Sicilia è un’isola e i collegamenti aerei sono di fondamentale importanza. Credo che occorra riflettere attentamente sulla questione e ho intenzione di convocare per la prossima settimana una riunione con la Sac, la società che gestisce Fontanarossa, e con Enac ed Enav”.
ETNA, CALMA APPARENTE. Sull’Etna la situazione è calma, anche se l’attività stromboliana rimane su alti livelli di energia. Per tutta la giornata di oggi altissime fontane di lava si aono alzate nell’aria accompagnate da violenti boati: la ventesima eruzione sull’Etna dà la sensazione dei battiti del cuore di un vulcano vecchio, ma molto attivo. “Pulsa” il nuovo cratere di Sud-Est, con grande energia, causando dei crolli all’interno del condotto magmatico che creano cenere nera che, sospinta dal vento, cade, sottilissima, su Catania e diversi paesi alle pendici del “Mongibello”. Uno spettacolo affascinante, che ha un prezzo altissimo per il capoluogo etneo: la chiusura dell’aeroporto internazionale dalle 18.24 di ieri per la presenza di materiale piroclastico sulla pista e nell’aria.
Lo spettacolo, cominciato due giorni fa, resta affascinante, il rosso della lava di notte è perfettamente visibile dal capoluogo etneo, ma anche da Taormina. La colata che emerge e scende giù verso la Valle del Bove è filmata, fotografata e messa on line da centinaia di appassionati. Il braccio, alimentato, scivola verso una zona desertica, lontana da centri abitati e non costituisce un pericolo a cose o persone. Almeno direttamente. E anche questa eruzione, per gli esperti dell’Ingv, è come le altre, soltanto con un pò più di lunga durata. “È una fase normale – spiega Eugenio Privitera, direttore dell’Ingv di Catania – nessun evento eccezionale, è il vento che cambia direzione a creare problemi per la cenere. Previsioni? Su un evento naturale non sono possibili, poi con l’Etna…”.












