Il consiglio comunale, riunito in sessione d’urgenza lunedì 16, si accende sul tema del rendiconto dell’esercizio finanziario 2012. Sin dall’inizio, i consiglieri dell’opposizione Giordano e La Magra fanno sentire la propria voce prendendo la parola e richiedendo le dimissioni del presidente del consiglio comunale Di Caro. Varie le motivazioni esposte dai membri del PD, che riguardano le modalità da parte del presidente di svolgere la propria funzione. Ha esordito il consigliere La Magra, lamentando per la seconda volta in consiglio il mancato invio degli atti, accusando Di Caro di aver agito volutamente. Riferendosi a questo, ha affermato: “Lei ricopre la carica in maniera inadeguata. Si dimetta se non riesce ad essere super partes e se continua a perseguire gli interessi particolari, anteponendoli a quelli generali. Lei non entra mai nel merito della questione, non dà una linea politica, è solo un passacarte. Non ha fatto affiggere i manifesti e infatti l’aula è deserta, quindi lei non ritiene necessaria la presenza dei cittadini”. A rinforzare la dose, interviene il consigliere Giordano, sostenendo che il commissario ha inviato varie lettere negli ultimi mesi per portare all’approvazione del consuntivo, di cui però Di Caro non si sarebbe curato, perseverando nel silenzio. Giordano ha affermato: “Dopo due mesi viene a rapportare di aver pressato gli uffici. Lei non ha nemmeno letto la relazione del revisore dei conti. Non ha espresso la sua posizione sul consuntivo né la posizione politica. Il suo stipendio è superfluo. D’ora in poi dovrà rivestire la sua funzione, altrimenti non faccia più il presidente o rinunci almeno alla sua indennità. A causa del ritardo, ci sono stati 191 mila euro di avanzo, una parte dei quali potevano essere utilizzati per il servizio mensa che è stato tagliato o per i riscaldamenti negli uffici e nelle scuole che sono stati ridotti. Questo consiglio dovrà assumersi la responsabilità di approvare un rendiconto il cui schema approvato dalla giunta è stato corretto. Il PD si astiene dal voto”. La presa d’atto è stata comunque votata dagli otto consiglieri della maggioranza presenti assieme al consigliere della minoranza Lodato (che rappresenta il centro destra con i consiglieri Failla e Gallo, assenti a questo consiglio, e fino ad ora sempre favorevoli alle azioni approvate dalla maggioranza) ed è stata approvata anche l’immediata esecutività.

F.L.