In media succede una volta su ogni 4mila bambini. Ieri è successo a Gela. Caso di malformazione neonatale. Nasce un bambino dal sesso poco chiaro. Stupore nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del presidio ospedaliero Vittorio Emanuele. Per conoscere il sesso del neonato bisognerà attendere l’esito dell’esame di laboratorio. Il piccolo, figlio di una giovane coppia, gode di buona salute. E’ stato trasferito in un centro specialistico di Palermo, dove i medici nei prossimi giorni dovranno stabilire l’esatto sesso.

Una malformazione rarissima. Secondo i medici del punto nascita il bimbo è nato con genitali ambigui. Ogni 4mila bambini ne nasce uno che ha i genitali esterni femminili ma i cromosomi maschili, o viceversa. Bebè all’apparenza maschi, ma femmine per Dna. Una patologia estremamente complessa non solo dal punto di vista medico-scientifico.


Il primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia del presidio ospedaliero Vittorio Emanuele, Michele Palmeri, ha confermato la rarità del caso emerso oggi. Trenta famiglie gelesi hanno denunciato questo fenomeno ed è in corso un’inchiesta della Procura. La città del golfo ha il più alto tasso di malformazione sugli organi genitali. E dire che durante le precedenti visite ginecologiche, i medici non si erano accorti di nulla. Un problema mai posto nelle ecografie. Un’équipe di periti ha consegnato alla magistratura di Gela i numeri della paura. Sono tuttora in corso perizie e accertamenti.

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