Giovedì 27 febbraio, alle 17.00 , a Palazzo Stella, il Lions Club Canicattì Host con la compartecipazione della Fidapa sezione di Canicatti, organizza il convegno “Etica e finanza”.
Interverranno, il Dott. Silvano Messina, coordinatore, relatore e moderatore sul tema: “ Le Disuguaglianze e il disagio economico” .
Il Dr. Enzo Sardo, funzionario dell’ufficio Tributi e scrittore, interverrà sul tema : ” Equità e Solidarietà”.
La Prof. ssa Isabella Frescura, docente di Storia dell’economia dell’Università di Catania, interverrà sul tema: ” Cicli economicie crisi finanziarie nell’era della globalizzazione: Aspetti storici, eiti e politici”.
Dott. Silvano Messina, coordinatore, relatore e moderatore sul tema: “ Le Disuguaglianze e il disagio economico”
Le disuguaglianze in una società democratica sono fisiologiche. Per Adam Smith costituivano il pungolo per migliorare lo stato sociale. Alla base delle diseguaglianze ci sono: Il mercato del lavoro: Il lavoro è come la merce e, come tale, rispetta la legge della domanda e dell’offerta. Se si riduce l’offerta il salario aumenta e viceversa. Le tasse: in Italia la tassazione è progressiva.
L’aliquota aumenta con il valore imponibile, fino ad una certa percentuale. Oltre i 75.000 Euro di reddito l’aliquota non cresce più. Ne deriva che chi guadagna 100.000 Euro l’anno, paga la stessa aliquota di chi ne guadagna 75.000. L’Informatizzazione e la tecnologia. Chi sa usare meglio il computer e le macchine elettroniche è più pagato di chi non ha dimestichezza con hi tech.
I livelli di istruzione. Con il neo-liberismo che decreta la deregolamentazione del mercato e la disgiunzione della finanza dall’economia reale. I meccanismi delle disuguaglianze sociali sono diverse e si aggiungono o stressano quelle fisiologiche: La Finanziarizzazione Banchieri d’assalto invogliano la massa ad un consumismo al di sopra delle proprie possibilità attraverso la facilità del prestito. Per mantenere bassi gli interessi inondano il mercato di titoli-spazzatura.
Più aumenta la finanziarizzazione, meno si investe nell’economia reale. Di conseguenza Il divario tra top manager e ceto piccolo e medio si allarga a dismisura . La globalizzazione: Le multinazionali e le grandi industrie investono nei paesi sottosviluppati sfruttando la mano d’opera a basso costo per facilitare, si dice, lo sviluppo di quei paesi. La realtà è diversa. Ogni qualvolta un’industria delocalizza lascia dietro di sé sacche di disoccupazione; nei paesi neo-colonizzati i lavoratori invece mantengono lo stato di miseria.
Gli unici ad arricchirsi sono le multinazionali. Il precarito: cioè futuro incerto, mantenimento di salari bassi; facilità dei licenziamenti, Il divario delle pensioni: cioè tra quelle d’oro, frutto di carriere facili e della posizione economica dei top manager e tra quelle dei lavoratori salariati. La Corruzione. Faccendieri e politici senza scrupoli ed amor di patria che operano nell’illegalità. Con lo scoppio della bolla speculativa in America e della crisi dei debiti sovrani in Europa,le ingiustizie sociali sono aumentate a causa della politica dell’austerity e del Fiscal Compact propugnata dalla Troica e dalla Germania in particolare.Tale politica si è tradotta nei paesi più in crisi nella Spendig Review, in un fisco iniquo e vessatorio, nel Credit Crunch, nella continua riduzione dei salari.
La conseguenza è che l’1% della popolazione detiene il 50% della ricchezza mondiale. Il restante 50% viene diviso al 99%. Il ceto medio sta scomparendo, mentre il ceto piccolo vive nella povertà assoluta.
Dr. Enzo Sardo, funzionario Ufficio Tributi e Scrittore: “Equità e Solidarietà”.
L’equità sociale è il pilastro che regge la coesione della vita civile della nostra società. Lo Stato deve garantire l’uguaglianza a tutti i cittadini come recita l’art. 3 e 36 della Costituzione.
Ogni onesto cittadino non può spiegarsi che le tasse che paga servano a garantire oltre i servizi, le sperequazioni distributive e l’imponente corruzione. La Solidarietà deve essere intesa come rispetto dell’uomo, della sua dignità, della sua intelligenza, della sua onestà e dei suoi bisogni, come recita l’art. 2 della Costituzione.
Questo è un dovere precipuo dell’imprenditore che non deve badare solo al suo profitto, ma deve salvaguardare il benestare dei lavoratori; è un dovere anche dello Stato che deve cercare di ridurre gli sprechi, i privilegi e di combattere la corruzione e l’evasione fiscale; in un momento di povertà assoluta e relativa, la solidarietà deve costituire la peculiarità del cittadino attivo che deve operare, non per il proprio egoismo, ma per il bene comune.
Prof.ssa Isabella Frescura, Docente di Storia dell’Economia dell’Università di Catania “Cicli economici e crisi finanziarie nell’era della Globalizzazione. Aspetti storici, etici e politici” .
Ogni crisi finanziaria sarebbe una conseguenza dell’instabilità che si instaura nel passaggio da una fase espansiva ad una recessiva, in quanto nella fase di rapida crescita economica si determinano delle modificazioni nelle strutture finanziarie che rendono il sistema particolarmente incline agli squilibri. Il concetto, secondo Hyman Minsky, nasce dall’assunto dell’irrazionalità che prevale nella fase di crescita.
Le cause del suo verificarsi quindi sarebbero insiti al sistema stesso. Anche Marx aveva descritto i cicli economici come alternanza di crescita e decrescita. L’economia è soggetta quindi ad una manifestazione entropica come il secondo principio della termodinamica o come la curva della sopravvivenza di Gauss. Nell’era della globalizzazione il prestito e la speculazione sul prestito, secondo Irving Fischer, costituisce quella variabile irrazionale causa dello scoppio delle bolle speculative.












