Una lettera firmata “Falange armata” è arrivata al carcere milanese di Opera, indirizzata al capomafia Salvatore Riina. “Chiudi quella maledetta bocca – scrive l’anonimo a Riina, in questi mesi intercettato per decine di ore – ricorda che i tuoi familiari sono liberi”.
Il finale della lettera lancia un altro messaggio inquietante: “Per il resto stai tranquillo, ci pensiamo noi”. La lettera, come ricostruisce Repubblica, non è mai arrivata nella cella di Riina, è stata sequestrata prima dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che l’ha poi inviata alle procure di Palermo e Caltanissetta (ma anche a quelle di Firenze e Roma) in questo momento impegnate a decifrare le dichiarazioni del capomafia.
Della Falange Armata si stanno occupando in questi mesi i pm di Palermo che indagano sulla trattativa fra Stato e mafia. Nino Di Matteo, Roberto Tartaglia, Francesco Del Bene e Vittorio Teresi hanno già fatto confluire una parte dei vecchi atti dell’inchiesta romana sulla Falange nel processo trattativa. Altri accertamenti delegati alla Dia sono invece in corso.












