Per la formazione del governo nuovo in Sicilia il punto di partenza è il patto originario pre-elettorale con Pd, Udc e Megafono, quindi ci sarà spazio per gli altri partiti (Drs e Articolo 4) costituiti durante la legislatura a sostegno della maggioranza. “Io non sono un trasformista o un ribaltonista”, afferma il governatore Crocetta. “Niente veti o assi bipolari”, dunque, perché “lo schema è questo”, avverte a Palazzo d’Orleans. Tra le mani il libro di Don Gallo “Come un cane in Chiesa”, Crocetta traccia la sua strategia di governo. “Nessuno può forzare sui numeri degli assessori che spettano a questo o quel partito – comincia – Sembrerebbe una lotta per le poltrone, e non è così”.
CROCETTA 2.0. Dopo i colloqui di ieri con i leader di Articolo 4 e dell’Udc, Crocetta è ottimista. E dopo la cena in un ristorante di Mondello con parlamentari ed esponenti dei Drs (c’era anche Davide Faraone del Pd), il governatore s’è messo al lavoro su alcuni punti di un programma che sottoporrà agli alleati. “Glielo invierò per mail. I tavoli di confronto come sostiene anche Matteo Renzi, non servono – afferma Crocetta – Al tavolo di coalizione ci possiamo ritrovare solo per suggellare l’intesa, i vecchi riti non servono più, ormai c’è la tecnologia, meglio la posta elettronica e Skype. Nel week-end finirò di scrivere un piano sistemico sulle cose da fare in Sicilia per lo sviluppo, la legalità e la lotta agli sprechi. Lo trasmetterò per mail ai partiti che mi sostengono, ai sindacati, agli imprenditori, alle associazioni, ai gruppi parlamentari; ci confronteremo anche via Skype. Non appena ci sarà la condivisione, a quel punto convocherò il tavolo per sancire l’intesa”.
MAGGIORANZA PIU’ NUMEROSA. La maggioranza potrebbe allargarsi ancora. Dopo i deputati Pippo Gianni, Michele Cimino e Antonio Venturino che hanno stretto un patto federativo con i Drs, altri deputati dell’opposizione sarebbero pronti a passare tra le fila della maggioranza. Si parla soprattutto di esponenti del Mpa, ma qualche malpancista ci sarebbe anche nel Ncd. E il governatore Rosario Crocetta conferma: “È vero ci sono delle disponibilità, ma questo non significa rimettere in gioco lo schema per la formazione del governo nuovo, è il messaggio agli alleati della prima ora, Pd e Udc in primis. “Si tratta di alleanze è basta, non conosco la parola voto di scambio”. Crocetta rinnova l’invito al dialogo alle opposizioni. “Ma solo sulle riforme”, sottolinea.
L’ULTIMA PAROLA SULL’ENERGIA. Dal pentolone delle deleghe da assegnare a rappresentanti dei partiti se e quando si farà il “governo nuovo”, il governatore Rosario Crocetta tira via quella all’Energia e rifiuti, tra le più calde. “All’Energia ci penso io, valuterò tutto con serietà e rigore. Sceglierò io, dice Crocetta, rammaricato per i toni aspri usati in passato dall’attuale assessore Nicolò Marino, che hanno creato malumori in Confindustria.
LA PACE CON VALENTI. “Ho fatto pace con Patrizia Valenti, ci siamo chiariti, si è trattato di un equivoco. E io non sono un uomo dell’odio, l’odio fa male a chi lo pratica e non a chi lo riceve”. Il governatore Rosario Crocetta chiude così la polemica anche con l’assessore alle Autonomie locali, Patrizia Valenti, nata dopo la sua assenza nell’ultima giunta di governo, riunita per le nomine dei manager della sanità. Su Dario Cartabellotta ed Ester Bonafede, gli altri due assessori Udc scaricati dal partito proprio per avere preso parte a quella riunione di giunta contravvenendo alle disposizioni, Crocetta allarga le braccia: “Le dico la verità, nei colloqui con l’Udc non è mai stato affrontato questo argomento: abbiamo invece chiarito quali sono i paletti entro cui ci muoveremo. E lì c’è l’accordo”.
I DUBBI SU NELLI. Dai partiti aspetta i nomi per la giunta, e “non importa se la partita si chiude prima o dopo la composizione delle liste per le europee”. Sicuramente tra gli assessori inamovibili dopo Lucia Borsellino e Linda Vancheri, Crocetta mette anche Nelli Scilabra, la cui delega alla Formazione sembra ben salda. “Dubbi nel Pd su Nelli? Nessuno me li ha posti, negli incontri col segretario Raciti non se n’è mai discusso”.
IL PD E IL CASO LUMIA. “Mi auguro che Lumia venga candidato alle elezioni europee, rafforzerebbe la lista e potremmo mandare a Bruxelles persino due rappresentanti: senza Lumia rischiamo di non eleggere nessuno in Sicilia perché in Sardegna Soru è molto forte”. Così il governatore Rosario Crocetta. Beppe Lumia al momento è fuori, il Pd siciliano non lo ha inserito nelle liste approvate in direzione regionale e trasmesse a Roma, cui spetta l’ultima parola. Crocetta ha aggiunto: “La lista per le europee comunque non è un problema del presidente della Regione, rispetterò le decisioni del partito, l’importante è che se si perderà non si dica che la colpa è stata mia”.

















