denise_pipitone5Ha preso il via ieri mattina, davanti alla Corte d’Appello di Palermo il processo di secondo grado per la sparizione di Denise Pipitone, la bambina di quattro anni di Mazara del Vallo (Trapani) di cui si sono perse le tracce il primo settembre del 2004. Alla sbarra ancora una volta Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise, accusata di sequestro. In primo grado era stata assolta.

PARTE CIVILE CHIEDE NUOVE PROVE. La parte civile del processo d’appello ha chiesto di sentire un teste-chiave e di acquisire il verbale di un sopralluogo dal quale emergerebbe un clamoroso errore investigativo. Secondo l’avvocato Giacomo Frazzitta, legale della madre di Denise, poche ore dopo la scomparsa della piccola la polizia è andata a cercarla in casa della madre di Jessica Pulizzi, accusata di avere partecipato al sequestro della sorellastra. Ma gli agenti avrebbero fatto un sopralluogo in un’altra casa, “quella sbagliata”. Il legale ha chiesto anche di risentire in aula una persona sorda che, subito dopo il rapimento di Denise, avrebbe visto, nel magazzino dove lavorava, un uomo con una bambina giunto per fare una telefonata. L’esame dei tabulati ha rivelato che la telefonata era diretta alla madre di Jessica. La corte si è riservata di decidere nell’udienza del 16 maggio se ammettere le nuove prove.


LA VICENDA GIUDIZIARIA. L’imputata, figlia dello stesso padre di Denise (Piero Pulizzi) è stata assolta ”per non aver commesso il fatto”, anche se per ”mancata o insufficiente formazione della prova”. Per Jessica Pulizzi, i pubblici ministeri Sabrina Carmazzi e Francesca Rago avevano invocato la condanna a 15 anni di carcere. ”Una serie di indizi chiari, univoci e convergenti – affermarono i pm nella requisitoria – inducono a ritenere che Jessica sia stata l’autrice del sequestro. E’ colpevole senza alcun dubbio. Anche se non può aver agito da sola”.

Per false dichiarazioni al pm, il Tribunale condannò, invece, a 2 anni di reclusione Gaspare Ghaleb, 28 anni, ex fidanzato di Jessica. Avviato il 16 marzo 2010, processo di primo grado per il sequestro di Denise si è protratto per 44 udienze. La piccola sparì nel nulla tra le 11.45 e le 11.50 del primo settembre 2004. Stava giocando davanti casa, in via Domenico La Bruna, mentre la nonna materna, Francesca Randazzo, cui era stata affidata, stava preparando il pranzo e di tanto in tanto la controllava attraverso l’uscio. L’ultimo a vedere Denise sarebbe stato un cuginetto che abitava poco distante. Piera Maggio, madre di Denise, non si è mai rassegnata alla scomparsa chiedendo anche l’aiuto di tutti, dal Papa alla tv.

LA MAMMA DI DENISE: “CERCO ANCORA GIUSTIZIA”. “Dopo dieci anni di sofferenze e di speranze cerchiamo ancora giustizia” solo la “vera verità” dice Piera Maggio. “È stata usata una formula che non chiarisce nulla. Noi affidiamo ora a questa corte la speranza di sapere esattamente ciò che a Denise è stato fatto. Lo dico come madre che non ha mai perso la speranza di rivedere la propria creatura: i bambini non si toccano, non possono essere violati. Siamo qui per affermare anche questo semplice principio di civiltà”. Piera Maggio non crede che con Jessica potrà mai esserci un chiarimento: “Ormai – sottolinea – solo la giustizia potrà darmi le risposte che attendo da dieci anni”.