Il procuratore generale di Palermo al termine della sua requisitoria ha chiesto la conferma della condanna a 18 anni di reclusione, inflitta in primo grado dal Gip del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, a Raimondo Bonfanti, 28 anni, di Palma di Montechiaro, accusato dell’omicidio di Nicolò Amato e del tentato omicidio del figlio Diego. I fatti sono avvenuti a Palma di Montechiaro il 22 aprile 2011, e oggi come allora era Venerdì Santo. Nel corso dell’udienza di ieri dinnanzi ai giudice della Corte di Appello di Palermo, ancora prima di pronunciarsi sulle richieste, il Pg si è detto non del tutto convinto dello scambio dell’arma tra i fratelli Raimondo e Nicolò Bonfanti il giorno dell’agguato, ritenendo che possa configurarsi il “concorso morale”. Ancora oggi ci sarebbero dubbi su chi materialmente ha premuto il grilletto e sparato contro i due Amato. Unica certezza a fare fuoco è stata solo una pistola. E’ probabile che il legale difensore dell’imputato, l’avvocato Francesco Scopelliti, chiederà un ulteriore sconto di pena ai giudici. Da ricordare che in primo grado il Gip ha accolto la richiesta del Pubblico ministero Santo Fornasier, escludendo l’aggravante della premeditazione. L’omicidio di Nicolò Amato sarebbe avvenuto perché lo stesso avrebbe messo i lucchetti alle saracinesche del bar-pizzeria “La Fontana” di via Pietro Nenni, gestito da Vincenzo Bonfanti, 57 anni, e dai suoi due figli, Nicola, 26 anni, e Raimondo, in quanto questi ultimi non avrebbero pagato le bollette delle utenze intestate ad Amato, che era il proprietario dello stabile. Raimondo Bonfanti è stato l’unico tra gli imputati ad avere scelto il rito abbreviato. Con il rito ordinario la Corte d’Assise di Agrigento ha condannato Vincenzo e Nicola Bonfanti, rispettivamente a 30 anni e 27 anni di reclusione. La Corte di Assise (presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni con a latere Alberto Davico) è andata oltre le richieste del Pm Fornasier, che aveva chiesto la condanna a 28 anni di reclusione ciascuno. Sono stati sette i colpi di pistola che hanno raggiunto e ucciso Nicolò Amato.












