Il Tribunale del riesame di Milano ha respinto la richiesta di scarcerazione per Diego Barba, Salvino La Rocca e Germania Biondo, presentata dai difensori lo scorso venerdì. Restano tutti in carcere, dunque, nonostante l’urgenza dell’udienza camerale celebrata lo scorso Venerdì. Tutti sono accusati, con ruoli diversi, dell’omicidio di Paolo Vivacqua. Infatti, come mandante il ruolo viene attribuito all’ex moglie della vittima Germania Biondo ed al presunto amante Diego Barba mentre quello di intermediario a Salvino La Rocca. Gli avvocati Manuela Cacciuttolo, Paolo Sevesi e Salvatore Manganello hanno discusso davanti ai giudici del Tribunale della libertà milanesi il ricorso presentato contro l’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza Alfredo De Lillo e chiesta dal Pm Donata Costa, ma non c’è stato nulla da fare. Restano tutti in carcere. La coppia di presunti amanti viene ritenuta mandante dell’omicidio del «rotamat» milionario siciliano ucciso il 14 novembre 2011 con sette colpi di pistola nel suo ufficio di Desio e di colui che avrebbe assoldato, con la promessa di 60mila euro, i due presunti esecutori materiali del delitto, Antonino Giarrana e Antonino Radaelli, che si trovano già detenuti in carcere per l’omicidio della consuocera di Vivacqua, Franca Lo Jacono, avvenuto nel giugno 2012 e stanno scontando dietro le sbarre la condanna rispettivamente all’ergastolo e a 18 anni di reclusione in attesa del processo d’appello. Per questi ultimi due i difensori non hanno presentato alcun ricorso per la scarcerazione. Diego Barba è stato l’unico che ha fatto ricorso al Riesame dopo avere ottenuto un diniego dal Gip monzese sulla scarcerazione in seguito all’interrogatorio di garanzia, mentre la Biondo e La Rocca si sono avvalsi della facoltà di non rispondere dopo l’arresto.
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