Riceviamo e integralmente pubblichiamo:
Finalmente…….dopo dodici anni dai fatti contestati (concorso in scambio di voti, avvenuto una settimana prima delle elezioni amministrative del 2002) e dieci anni di inutili processi che hanno stravolto la mia vita e quella dei miei cari, assistito dall’Avv. Giovanni Rinzivillo, il 1° Aprile 2014, sono stato assolto dalla 2° Sezione Penale della Corte d’Appello di Palermo con formula piena,” per non avere commesso il fatto”.
Sono felice, principalmente per chi mi ha sempre sostenuto. I miei familiari, gli amici veri, i miei concittadini, soprattutto i più umili che hanno sempre creduto in me, e, mi hanno spronato ad andare avanti a testa alta.
Com’è naturale, non riesco a dimenticare quanto questo processo, che, non si doveva fare, mi è costato: la posizione organizzativa, l’emarginazione, l’isolamento, la dequalificazione, il discredito seminato artatamente tra gli Organi istituzionali contro di me, tra i miei colleghi ed in mezzo ai miei concittadini, che ho sempre servito con umiltà, con prontezza e professionalità.
In tutti questi anni, pur essendo garantista e credendo fermamente nella magistratura, ho dovuto subire un primo processo “ che mi ha riportato alla mente i processi della Santa Inquisizione” con sentenza già scritta a priori, che, ha completamente stravolto la mia vita e la mia carriera.
Un processo intentato nei miei confronti, in maniera avventata, dal magistrato inquirente prima e dal “Giudice Onorario” di Licata poi, che non aveva alcun presupposto per essere portato avanti, non essendoci elementi probatori contro di me, ma basandosi solo sul nulla.
Eppure, è stato allestito lo stesso, dando vita all’inizio del mio calvario nell’ottobre del 2004.
Dopo tanti rinvii, grazie alla solerzia della subentrante “ Giudice Onorario” di Licata, in quattro e quattr’otto, veniva chiuso il processo e in data 15.10.2009 “la stessa mi condannava in primo grado a 10 mesi di reclusione, pena sospesa”. Il resto è solo un proseguimento del calvario a cui sono stato sottoposto: ricorso in appello, con rinuncia da parte mia alla intervenuta prescrizione, pena confermata dalla 1° Sezione della Corte d’Appello di Palermo in data 23.01.2013, ricorso alla Suprema Corte di Cassazione, che in data 25.06.2013 annullava la sentenza di primo grado con rinvio ad altra Sezione della Corte d’Appello di Palermo, e finalmente…. giustizia è stata fatta in data 01.04.2014, dalla 2° Sezione della Corte d’Appello di Palermo “assolto per non avere commesso il fatto”.
Non voglio aggiungere altro, dovrei essere contento, ma non ci riesco: sono stanco, minato nello spirito, avvilito, ma è normale, e tutto ciò che può restare di un uomo alla fine di un lungo calvario durato dieci lunghi anni, grazie alla superficialità di una “giudice onoraria”. Non posso fare a meno di pensare a tutti i dipendenti degli Enti Locali che rischiano minutamente accuse infamanti da chicchessia per astio personale o per tanti altri svariati motivi. In quanto ai magistrati, dico solo,che, non leggendo attentamente tutti gli atti processuali, alcuni di loro non rendono certo onore a quelle toghe che furono indossate dal Giudice Caponnetto, dal Giudice Falcone, dal Giudice Borsellino, etc. etc.., anzi con la loro superficialità non fanno altro che contribuire a gettare discredito sulla magistratura, specialmente su chi, come me, sono costretti a subire inermi il loro rullo compressore.
Quanto sopra perché non accada mai più.
Dott. Giovanni Turco












