Il tribunale del riesame di Palermo ha respinto il ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dalla Corte d’appello di Palermo nei confronti di Marcello Dell’Utri per il “pericolo di fuga” quando l’ex senatore del Pdl si trovava già in Libano, dove è stato fermato.
Dell’Utri si trova agli arresti ospedalieri a Beirut. La misura era stata impugnata dai legali dell’ex senatore. La Procura generale, rappresentata da Luigi Patronaggio, la scorsa settimana, durante l’udienza del tribunale del riesame, aveva depositato altri atti della Dia per chiedere la conferma del provvedimento di arresto. Mentre i legali, Giuseppe Di Peri e Nicoletta Piergentili Piromallo, avevano sostenuto la tesi che Dell’Utri non avesse alcuna intenzione di fuggire.
I GIUDICI: “PERICOLO DI FUGA”. “Emerge amplissima la sussistenza dell’eccezionale portata delle esigenze cautelari che a fronte di una programmata volontà di fuga consentono di ritenere le stesse di un non comune, spiccatissimo ed allarmante rilievo”: così il tribunale della libertà di Palermo, che ha respinto il ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di Dell’Utri, descrive le esigenze cautelari che gravano sull’ex senatore. Esigenze – spiegano – “tali da superare il divieto di custodia cautelare per gli ultrasettantenni”.
Per i giudici del Riesame è indubitabile che l’ex senatore sia andato in Libano per fuggire dall’Italia: “Il transito di Dell’Utri allo scalo parigino, essendo operativi voli diretti per Beirut da Milano Malpensa, non poteva che essere finalizzata ad eludere, in Italia, le procedure di controllo passaporti e tanto appare incompatibile con un normale e transitorio allontanamento dal territorio nazionale a meno che non si volessero ipotizzare (ma questo è un paradosso a dir poco offensivo di una normale intelligenza) necessità economiche connesse a risparmiare sul costo del biglietto circostanza peraltro smentita dal prezzo, non lieve, realmente pagato di 1728 euro”.
“Del tutto indimostrata – prosegue l’ordinanza del collegio – la circostanza riportata da alcuni organi di stampa secondo cui l’imputato sarebbe stato inviato a Beirut su preciso incarico al fine di svolgere attività di supporto politico”. Per i giudici “pesa” anche il fatto che l’ex senatore, al momento del fermo a Beirut, sia stato trovato con molto denaro e bagaglio di 50 chili, fatti incompatibili con un viaggio di breve durata.
IL LEGALE: VALUTEREMO RICORSO IN CASSAZIONE”.”Leggeremo le motivazioni della decisione del tribunale del Riesame ed eventualmente valuteremo se fare ricorso per Cassazione sull’arresto di Marcello Dell’Utri. È chiaro che molto dipenderà anche dalla decisione in cui la Corte di Cassazione, il 9 maggio si pronuncerà sulla condanna per concorso in associazione mafiosa”, ha detto Massimo Krogh, avvocato di Marcello Dell’Utri. “Crediamo fermamente nelle questioni di diritto che abbiamo illustrato al Riesame – ha proseguito – e quindi pensiamo che coerentemente sarebbe giusto ricorrere in Cassazione. Ma prima dobbiamo leggere attentamente le motivazioni del provvedimento”.
BERLUSCONI: “TORTURATO DA INGIUSTA ACCUSA”. Marcello Dell’Utri “è una persona perbenissimo, torturato da 20 anni da accusa assurda, che deriva da reato che non è previsto da codici ma è un’invenzione, concorso esterno in associazione mafiosa”, ha detto Silvio Berlusconi, intervistato da Piazzapulita. “Non sapevo fosse in Libano, è stata una sorpresa”, aggiunge il Cavaliere.












