In un tempo in cui si parla intensamente di “emergenza educativa” che accomuna la scuola, la famiglia e la chiesa e in preparazione all’incontro che il Santo Padre terrà col mondo della scuola il 10 Maggio p.v., l’UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti e Formatori) ha sensibilizzato fortemente le coscienze a riflettere sulla grande importanza del ruolo di queste agenzie educative. È proprio muovendo da ciò che ha avuto luogo presso il Teatro sociale del Comune di Canicattì, Lunedì 28 Aprile alle ore 16,30, il Convegno intersezionale dell’Uciim di Canicattì e di Campobello di Licata-Ravanusa, dal tema “La Chiesa per la scuola” evidenziandone la corresponsabilità educativa che intercorre tra esse.
Dopo il saluto iniziale delle Presidenti di sezione, le proff.sse Angela Falletta e Giuseppina Ciotta, e del Consulente ecclesiastico di Campobello, don Vincenzo Avanzato, sostenuti da p. Massimiliano D’Auria moderatore della Tavola rotonda nonché Consulente ecclesiastico per la sezione di Canicattì, i soci, i docenti e i giovani partecipanti all’iniziativa sono stati immersi a pieno regime in un mondo edificante grazie alla preparazione preziosa dei relatori, i quali hanno messo bene in evidenza il ruolo della scuola e della chiesa “oggi”. Il viaggio nel mondo della scuola ci è stato offerto, in un primo momento, dal Dirigente Scolastico del 1°Circolo, prof.ssa C. Di Falco esplicitando il percorso “dalle istanze pedagogiche delle indicazioni alle occasioni formative nel POF”; in un secondo momento, dalla dott.ssa Bordino, psicologo, che ha messo in evidenza il sostegno alla famiglia che spesso manifesta fragilità nel suo compito educativo. L’aspetto relativo, invece, al mondo della chiesa è stato presentato in maniera altrettanto esaustiva da don Vincenzo Lombino, Consulente dell’Uciim di Agrigento e docente presso la Pontificia Facoltà Teologica di Palermo, presentando il documento dei vescovi italiani “Educare alla vita buona del Vangelo” e offrendo ai presenti spunti sulla collaborazione e responsabilità permanente. Infine, sulla necessità di nuovi modelli formativi per una educazione che dia senso alla vita e alla legalità, ha relazionato con avvincente entusiamo l’avv. Tesè, docente all’ITC “G.Galilei” di Canicattì.
Al termine di queste considerevoli e profonde tematiche, ha avuto luogo una concreta e stimolante testimonianza dei coniugi Napoli che ha condotto i presenti a riflettere sul “gravissimo” compito dei genitori quali primi educatori della fede dei propri figli (cfr. Gravissimun Educationis, 3).
In questo decennio 2010-2020 di riflessione che la Chiesa ci offre riguardo all’educazione è bene ricordare a tutti gli educatori le parole di Papa Francesco: “Educare è di per sé un atto di speranza, non solo perché si educa per costruire futuro, scommettendo su di esso, ma perché il fatto stesso di educare è attraversato da una prospettiva di speranza”.











