viviana-meli-2La difesa ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione proposta dalla Procura di Caltanissetta per i sanitari che hanno avuto in cura prima di spirare Viviana Meli, la ventinovenne di Palma di Montechiaro, morta il 15 settembre del 2012 in un incidente stradale, avvenuto lungo la strada statale 115, tra i territori di Agrigento e Palma di Montechiaro. Per quel sinistro c’è indagata l’amica C.A., 31 anni, di Palma di Montechiaro, che guidava la Renault Twingo a bordo della quale si trovava la ragazza. La Procura ha chiesto per la donna il rinvio a giudizio.  Il Gup del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, deciderà a settembre se mandare l’indagata a processo. Parallelamente va avanti il procedimento che evidenzierebbe delle responsabilità di alcuni medici dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, che hanno avuto in cura la palmese fino alla morte sopraggiunta 24 ore dopo l’arrivo. Nella seppur breve permanenza al nosocomio nisseno Viviana Meli fu sottoposta a diversi esami clinici e a ben 38 trasfusioni di sangue. La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha iscritto sul registro degli indagati 9 sanitari che hanno avuto in cura la paziente. Nei giorni scorsi per otto di questi  il Pm Santo Di Stefano ha chiesto l’archiviazione. Chi rischia fortemente il processo  è l’urologa nissena C.C., 61 anni,  che non si sarebbe accorta della fonte emorragica derivante da  <gravissima lesione renale >. La difesa della famiglia Meli, gli avvocati Francesco Scopelliti, Loredana Gueli e Giuseppe Cantavenere si sono opposti alla richiesta di archiviazione e chiedono il processo per tutti i sanitari.