I controlli sono scattati nei giorni scorsi a seguito dell’arrivo di numerosi immigrati giunti sulle coste della Sicilia sui barconi della “speranza” ed ospiti di alcune comunità che hanno sede a Canicattì. Per questo motivo gli agenti della sezione amministrativa del commissariato di pubblica sicurezza della città, coordinati dal dirigente il vice questore Valerio Saitta, hanno voluto appurare le condizioni in cui vivono queste persone in attesa di asilo politico.
Il blitz, degli agenti ha interessato due cooperative. Si tratta della Ipab, “Maria Burgio Corsello”, che si trova nei pressi della chiesa di San Francesco e che soltanto da qualche settimana ha ottenuto il via libera per dare assistenza agli immigrati e la cooperativa “Serena” che ha sede in via Tenente Chiolo nel centro cittadino. La Burgio Corsello, attualmente ospita trenta immigrati provenienti dalla Nigeria, mentre presso la casa alloggio “Serena” hanno trovato ospitalità sei cittadini di nazionalità pachistana.
I poliziotti, hanno effettuato i controlli nelle cucine, nelle stanze dove alloggiano gli ospiti, esaminato la qualità e la conservazione del cibo che viene a loro somministrato. Preso in esame anche il vestiario che viene loro fornito dalle comunità che le ospitano e lo stato d’igiene in cui versavano non solo i bagni ma le stesse camere e gli altri spazi di pertinenza che usano per trascorrere le loro giornate. I risultati di questi controlli, sono stati più che soddisfacenti e sia alla Ipab, Maria Burgio Corsello, che presso la cooperativa “Serena” non sono state trovate delle irregolarità. Anzi, tutto è stato trovato perfettamente in ordine e funzionante.
I controlli, vengono direttamente imposti dalla Prefettura di Agrigento su indicazione del Ministero dell’Interno. Infatti, è il Ministero, tramite la Prefettura, ad accreditare le cooperative e decidere se sono idonee a potere ospitare immigrati richiedenti asilo e non che arrivano a migliaia sulle coste della Sicilia in fuga dai loro paesi martoriati da guerre spesso civili. Un servizio, quello svolto dalle cooperative accreditate che poi viene rimborsato dal Ministero con delle somme che vengono precedentemente pattuite. Inoltre, la polizia ha anche accertato durante i controlli che le due cooperative elargiscono ai loro ospiti, circa 3 euro al giorno che servono per dei piccoli fabbisogni e schede telefoniche che permettono ad essi di chiamare i familiari che sono rimasti nella propria terra di origine. I controlli, fanno sapere dalla polizia di Canicattì, continueranno anche nei prossimi giorni all’interno di altre strutture simili.












