luciano-ligabue“Chi doveva pagare non ha mai pagato”. La scritta a caratteri cubitali si accende su “Il muro del suono”. Brillano le fiaccole virtuali e il Massimino di Catania esplode quando entra Ligabue, nel primo dei due concerti di Mondovisione tour previsti a Catania. Verso la fine del concerto la denuncia, con “Il sale della terra”.

Compaiono una raffica di messaggi veicolati dai testi delle canzoni, ma anche da vere e proprie frasi motivazionali, fra citazioni di Jimi Hendrix, Indro Montanelli e dell’evangelista Matteo: sul grande maxischermo da 528 metri quadrati che sovrasta il palco del Massimino scorrono così aforismi sul potere, anche più potenti dell’indignazione per i dati sul costo della politica italiana, che compaiono sullo stesso palco. Non sono solo nobili i padri della filosofia. Osservazioni sullo stato di un’Italia dissanguata da anni di “malapolitica” e malaffare, in uno show potente e ipertecnologico che accentua la decadenza dello stadio Cibali.


Gli 800 mila watt di amplificazione rimbombano in tutta la città per raccontare nell’ultima canzone (Con la scusa del rock’n’roll) di un live durato quasi due ore e mezza, le mille facce del Liga, che è stato negli anni il giovanotto entusiasta e l’uomo di mezza età più incupito, fino a quando i suoi capelli non hanno ritrovato un più naturale candore da ultracinquantenne.

In scaletta c’è quasi tutto l’album “Mondovisione”, ma senza rinunciare a cavalli di battaglia come “Balliamo sul mondo”, “Urlando contro il cielo”, “A che ora è la fine del mondo”, “Piccola stella senza cielo”, “Tra palco e realtà”, “Certe notti”, accompagnati dal boato e dal coro costante dei 25mila del Massimino giunti da ogni parte d’Italia, tanto da far sbottare al Liga: “Sono in Mondovisione, minchia!”. Per poi filmarli con il suo telefonino sulle note di “Non è tempo per noi”.

Dalla palla che rappresenta il mondo cadono i fiocchi de “La neve se ne frega”. Nel medley karaoke Ligabue mette la musica e il pubblico non sbaglia una parola. E sono proprio gli spettatori  il valore aggiunto di uno spettacolo rock che non ha precedenti. Striscioni, palloncini, accampamenti: tutto per stare dentro un evento che Catania ha preparato a puntino.