140717203140Per la morte dei tre operai agrigentini di Rete Ferroviaria Italiana, investiti dal treno regionale Gela – Caltanissetta mentre si stavano occupando della manutenzione dei binari, il procuratore capo della Procura di Gela, Lucia Lotti, fa sapere che il conducente del treno non è indagato, “Possiamo escludere che il macchinista sia iscritto nel registro degli indagati”.  Attorno all’incidente  mortale di contrada Burgio ci sono comunque molti interrogativi a cui bisognerà dare una risposta e le persone che potrebbero essere iscritte nel registro potrebbero essere molte. Aiuterà a fare un po’ di chiarezza anche l’esame della scatola nera prelevata dal convoglio portato a Caltanissetta. L’inchiesta tende a far luce sul ‘giallo’ delle misure di sicurezza adottate e non solo. “Saranno effettuati una serie di accertamenti per ricostruire profili di responsabilità” spiega il procuratore Lotti. Le indagini sono state avviate dai carabinieri del Reparto Territoriale di Gela e dalla polizia ferroviaria di Caltagirone. Restano da mettere insieme i tasselli della scena del drammatico incidente ferroviario e si guarderà con attenzione ai ruoli, alle mansioni ed ai compiti svolti dagli operai senza dimenticare le disposizioni e le misure di sicurezza. Insomma, tutto ciò che è avvenuto in quel frangente va minuziosamente osservato. Per le famiglie delle vittime: Vincenzo Riccobono, Antonio La Porta e Luigi Gazziano, che da anni svolgevano questo lavoro, sono arrivati numerosi attestati di cordoglio. La prossima settimana i funerali. Ancora da decidere se dare l’ultimo saluto in un’unica funzione religiosa o celebrare le esequie in ognuno dei Comuni di residenza.