donazioneI genitori di un ventisettenne di Licata, che si è tolto la vita con un colpo di pistola, hanno deciso di donare gli organi del figlio, espiantati la scorsa notte all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Le fasi della donazione sono state gestite dall’équipe guidata da Alfonso Palillo, coordinatore locale per i trapianti dell’Asp di Agrigento. “Desidero sottolineare – afferma Vito Sparacino, direttore del Centro regionale trapianti – il gesto di generosità della famiglia di questo ragazzo che, in un momento di intenso e
particolare dolore, ha avuto la forza d’animo di comprendere il valore e il significato del gesto della donazione degli organi.
Voglio risaltare la sensiblità e la generosità dei genitori – continua Alfonso Palillo -,  che ha consentito che fossero donati gli organi del proprio figlio. Gli organi sono stati trapiantati a quattro persone con gravi patologie. Quattro persone malate, che hanno ricevuto la la donazione di un cuore , un fegato e due reni.  Ai genitori, che hanno onorato la nostra comunità con la loro bontà ed altruismo, va il nostro più sentito apprezzamento per il loro gesto e  la nostra più sentita partecipazione al loro dolore”. Il rene sinistro è stato assegnato al Civico di Palermo per un giovane palermitano di 25 anni, affetto da insufficienza renale cronica, il destro al Policlinico di Catania per una donna di Messina con glomerulonefrite da IgA. Cuore e fegato sono stati destinati entrambi all’Ismett: il cuore è stato trapiantato “in regime di anticipo” (la fase che precede l’urgenza) a un sessantenne di Agrigento affetto da cardiomiopatia dilatativa, il fegato a un palermitano di 51 anni, malato di cirrosi epatica da epatite C.