gdf-2Avrebbero distratto somme dalle casse del Comune per utilizzarle a scopi personali attraverso vari stratagemmi economici finanziari. Dalle prime ore dell’alba uomini dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri di Messina stanno dando esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere ed a sei ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di ex amministratori e responsabili del Comune di Brolo nel Messinese.

A tutti vengono contestati, a vario titolo, i reati di falso materiale ed ideologico in atti pubblici, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e peculato per aver distratto a proprio favore somme di denaro dalle casse del Comune di Brolo, con riguardo alle annualità 2011, 2012 e 2013. Il provvedimento e’ stato emesso dal GIP del Tribunale di Patti, su richiesta della Procura della Repubblica, a seguito di indagini avviate nei primi mesi del 2013.


Le indagini sono state avviate, nei primi mesi del 2013, dai Carabinieri della Sezione di P.G. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti e proseguite, oltre che dal predetto organo, dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Messina e dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Patti, attraverso intercettazioni telefoniche, dichiarazioni da persone informate sui fatti, l’acquisizione di copiosa documentazione inerente alle operazioni sospette.

Le indagini svolte dai Carabinieri e dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, possono suddividersi in due filoni.

Il primo, ha avuto come oggetto l’accensione di tre mutui alla Cassa Depositi e Prestiti da parte del Comune di Brolo, per mano dei responsabili dell’Area Amministrativa Carmelo Arasi e Costantino Maniaci, per opere edilizie mai realizzate. Le opere in questione
sono il Palazzetto dello Sport, le opere di miglioramento sismico per l’edificio della scuola elementare “Centro” di Brolo ed infine le opere di urbanizzazione primaria afferenti località Sirò. I mutui sono stati tutti richiesti e concessi tramite documentazione che tre
degli indagati, a vario titolo, hanno indebitamente modificato al fine di ottenere dalla Cassa Depositi e Prestiti elargizioni superiori rispetto a quelle stabilita nelle delibere del Consiglio Comunale, per un valore complessivo di circa 3,2 milioni di Euro.