Sono al collasso le strutture che si occupano dell’assistenza dei minori non accompagnati.
Oltre 300 centri sono in Sicilia, ormai ad un passo dal fallimento a causa della difficoltà nel vedersi pagate le fatture dai Comuni.
Il sistema di accoglienza dei minori non accompagnati, infatti, è a carico degli Enti locali, che a causa delle difficoltà economiche in cui versano non hanno somme in bilancio per pagare le cooperative che gestiscono i centri accreditati.
La questione è stata al centro ieri di un incontro al ministero delle Politiche sociali tra il sottosegretario Franca Biondelli e i rappresentanti del Cicam, il cartello che raggruppa a livello nazionale le più importanti comunità di accoglienza per minori, coordinato da Antonio di Pinto. Al vertice ha preso parte anche il vice presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni.
”Per il 2014 i problemi sono stati in parte superati attraverso l’allargamento ai centri del sistema Sprar, le strutture di seconda accoglienza per richiedenti asilo, i cui costi sono a carico dei vari ministeri di competenza – spiega Amenta -, ma il problema persiste per il pregresso. Parliamo dal 2009 in poi, da quando è iniziato il fenomeno delle migrazioni di minori extracomunitari”. Per sanare il pregresso ed evitare il fallimento delle cooperative o delle strutture che gestiscono i centri, secondo il numero due di AnciSicilia, servirebbero almeno 10 milioni di euro, che ”i Comuni non hanno e che bisogna che vengano reperiti dai vari ministeri di competenza, anche attraverso un intervento normativo del Parlamento”.
”Per il resto – aggiunge Amenta – bisogna definire anche con le Regioni, in questo caso la Regione siciliana, ma il problema è di tutte le Regioni meridionali, come intendono contribuire da quest’anno alla copertura dei costi sostenuti dai centri di accoglienza, considerato che il costo giornaliero per ogni minore assistito (vitto, alloggio, vestiario, affitti strutture, istruzione, integrazione, ed altri servizi erogati) si aggira sugli 80 euro e il sistema Sprar prevede una copertura sino a 45 euro”. Un nuovo incontro sul tema è in programma il 17 settembre.
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