E’ stata fissata per il prossimo 25 di settembre la prima udienza in Corte d’Appello a Palermo in merito ad un contenzioso attualmente in atto tra il comune di Canicattì e la Dedalo Ambiente, società d’ambito dell’Ato Ag3 che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in sette comuni della provincia di Agrigento.
Si tratta di un procedimento nato dalla richiesta di una somma di circa 400mila euro che la Dedalo pretende dal Comune di Canicattì come differenza per il servizio svolto negli anni passati sul territorio comunale. Questa somma, richiesta dalla Dedalo, sarebbe maturata perché metà anno 2010 sarebbe stato calcolato con il metodo del pagamento pro capite ad abitante ed invece l’altra metà con il metodo del pagamento in base al tonnellaggio del pattume che invece viene raccolto e smaltito in discarica. Una situazione, la seconda, che ha fatto scattare un maggiore costo per il Comune di Canicattì che di botto si è visto presentare questa integrazione di pagamento al quale si è fermamente opposto.
In primo grado il Tribunale di Agrigento aveva dato ragione al Comune e per questo motivo la Dedalo Ambiente ha proposto appello con un atto di citazione notificato all’ente proprio la vigilia dello scorso natale. La società che fa parte dell’Ato Ag 3, ha chiesto ai giudici palermitani di sospendere l’efficacia esecutiva di primo grado. Di accogliere il proprio ricorso ed in riforma della sentenza impugnata confermare nei confronti del Comune il decreto ingiuntivo numero 124 del 2010 e per questo effetto condannare il comune di Canicattì al pagamento di 325 mila euro oltre agli interessi legali.
Il Comune in vista di questo nuovo procedimento ha nominato l’avvocato Loredana Vaccaro di rappresentarlo in giudizio. Tutto questo avviene mentre vi è in atto un altro contenzioso tra l’ente e la società d’ambito. Infatti, per il mese di agosto il Comune di Canicattì ha liquidato alle casse della Dedalo meno soldi di quanto richiesto dalla società per l’espletamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. L’ente sta trattenendo queste somme in base ad un surplus di pagamento che sarebbe stato versato alla società d’ambito dell’Ato Ag3 nel 2011 e che la Corte dei Conti ha ritenuto illegittimo.
Una presa di posizione quella del Comune che rischia di mandare in tilt il servizio di raccolta dei rifiuti in città. La Dedalo, che al primo di ottobre dovrebbe cessare le sue funzioni, vive un momento di difficoltà economica a causa dei ritardi con i quali i Comuni versano gli importi dovuti per l’espletamento del servizio.
Fonte: Carmelo Vella












