guardia-di-finanza-auto_fullIl tenente colonnello Antonio Cecere, da tre anni al Comando del Nucleo di polizia tributaria lascia la guida del Reparto al tenente colonnello Fabio Sava.
Il ten. col. Antonio Cecere, recentemente insignito dell’onorificenza di “Cavaliere” dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”, durante il suo periodo di Comando ha operato e diretto importanti operazioni di servizio nella lotta alla criminalità organizzata, all’evasione fiscale, nel settore dei reati contro la pubblica amministrazione e nel contrasto alla criminalità economica e tutela della spesa pubblica.
Lascia Agrigento, diretto a Bologna dove sarà impiegato in un altro prestigioso incarico presso il locale Comando provinciale.
Il ten. col. Fabio Sava ha trentanove anni ed è di origini friulane; ha frequentato dal 1993 al 1998 il 93° Corso d’Accademia “Ala III” ed ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e la laurea specialistica in “Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria”.
Il neo comandante ha assicurato la più proficua collaborazione nei rapporti con i cittadini e le istituzioni, garantendo che il Reparto continuerà a profondere il massimo impegno nell’assolvimento dei compiti istituzionali.
Tra le principali attività dirette dal ten. col. Antonio Cecere in questo triennio, si citano brevemente alcune attività che hanno dimostrato l’incondizionato impegno dell’Ufficiale nel perseguire gli obiettivi istituzionali, con particolare riferimento alla tutela del mercato e dell’economia, condotta anche attraverso l’eliminazione dal circuito economico dei patrimoni illeciti riconducibili alla criminalità organizzata, mediante l’esecuzione di 36 accertamenti patrimoniali nei confronti di soggetti malavitosi e rispettivi nuclei familiari, per complessive 158 persone fisiche e 21 persone giuridiche, nella prospettiva di aggredire i patrimoni illecitamente accumulati dalle organizzazioni criminali e dai loro
prestanomi presenti nella Provincia, nonché seguire le variazioni patrimoniali nei confronti dei soggetti interessati. In tale ambito, il Nucleo polizia tributaria ha eseguito la confisca di 37 beni (costituiti da beni mobili, immobili, disponibilità finanziarie ed aziende commerciali) conseguenti ad accertamenti patrimoniali e relativi sequestri di beni) nei confronti di diverse famiglie mafiose residenti in provincia, per un valore complessivo che supera i 2 milioni di euro; ha sequestrato beni mobili, immobili, disponibilità finanziarie ed aziende, per un valore complessivo pari che sfiora i 100 milioni di euro, ai sensi della vigente normativa antimafia.

Antonio Cecere
Tra le principali indagini svolte, si ricordano brevemente:
l’operazione “Bedrok”, che ha riguardato investigazioni tese a contrastare reati di natura ambientale (per il grave danno paesaggistico causato ai luoghi d estrazione) e penaltributari nei confronti di alcune società che hanno fornito sabbia e pietrisco per la costruzione del Porto di Licata mediante un giro milionario di fatture false, emesse da alcune ditte di Ravanusa e Licata.
Le indagini nei confronti della “Fondazione Teatro Pirandello – Valle dei Templi”, che hanno portato alla contestazione di violazioni di carattere penale nella gestione della stessa.
L’operazione “South Park” nei confronti di soggetti ritenuti responsabili del reato di truffa aggravata nei confronti dell’Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi e del Comune di Agrigento, per aver trattenuto una quota consistente degli incassi complessivamente pari ad oltre 200mila euro.
Le indagini nei confronti dell’Ente di formazione professionale “Ecap”, il cui rappresentante legale pro tempore è stato ritenuto responsabile dei reati di corruzione, abuso d’ufficio, peculato, tentata estorsione, calunnia, truffa aggravata, commessi nell’ambito delle funzioni esercitate.
L’operazione “Kainè Trapeza”, che ha riguardato un’indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, al fine di fare chiarezza su un appalto bandito da un Comune della provincia per l’importo a base d’asta di circa 3.500.000 di euro; l’attività si è conclusa, fra l’altro, con l’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e di una in carcere, nonché con la denuncia a piede libero di altri 31 soggetti ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione a delinquere, corruzione, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata ai danni dello stato, emissione di fatture per operazioni inesistenti, sub-appalto non autorizzato, rivelazione del segreto d’ufficio, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, frode nelle pubbliche forniture, nonché con il sequestro preventivo di una somma di 455.000 euro ed il sequestro delle quote societarie e dei beni strumentali di società agrigentina.