Oggi l’ultimo saluto a Laura e Carmelo Mulone, di 7 e 9 anni, vittime della tragica esplosione dei vulcanelli delle Maccalube. Le due bare bianche con i corpicini dei due fratelli, ieri, hanno lasciato l’obitorio dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, per tornare ad Aragona, in attesa dei funerali che si svolgeranno oggi pomeriggio alle 16, nella chiesa della Madonna di Pompei. Una scelta quella della chiesa, vicino casa, decisa dalla madre dei piccoli, perché è il luogo dove i bimbi hanno fatto il catechismo e al quale erano molto affezionati. All’interno del luogo sacro, anche per volere della famiglia Mulone, troveranno posto solo i familiari, i parenti, le autorità e i colleghi di Rosario. Presenti tutti gli ufficiali dei carabinieri in servizio al Comando di Agrigento, mentre ai primi banchi troveranno posto il comandante generale dell’Arma, Leonardo Gallitelli, e il comandante della Legione Sicilia, Giuseppe Governale. Accanto alle due bare, proprio di fronte papà Rosario e mamma Giovanna, si sistemeranno due carabinieri in alta uniforme. Il sindaco di Aragona, Salvatore Parello ha proclamato il lutto cittadino. I commerciati abbasseranno le saracinesche. Un maxi schermo sarà installato davanti al luogo sacro, così da permettere alla gente di seguire la funzione religiosa in maniera composta e silenziosa. Intanto prosegue il pellegrinaggio alle Maccalube, dove all’ingresso della Riserva sono stati lasciati diversi mazzi di fiori, pupazzetti e una sciarpa con i colori della Juventus, squadra per cui tifava il piccolo Carmelo e un bigliettino scritto da un compagnetto: “Forza Juve come sempre”
Dopo la tragedia di Maccalube la Regione “scopre” i potenziali rischi collegati ai fenomeni dei “vulcanelli” e corre ai ripari disponendo chiusure e togliendo la gestione ai volontari.
La decisione è stata presa oggi durante un vertice alla presenza del presidente della Regione Rosario Crocetta, dell’assessore al Territorio e Ambiente, Piergiorgio Gerratana, e dei direttori dei dipartimenti Territorio e Ambiente, Protezione Civile e dei relativi staff, riunitisi appunto per discutere della vicenda di Aragona.
Nel corso dell’incontro, come precisa un comunicato stampa della Presidenza, “è emerso che la zona teatro dell’incidente è gestita interamente da Legambiente ed in particolare il luogo specifico dove si trovavano le vittime era destinato esclusivamente all’accesso per ricerche scientifiche”.
Il presidente della Regione e l’assessore hanno inoltre rappresentato ai direttori “la necessità immediata di chiudere l’accesso per il pubblico a tutte le riserve interessate dal fenomeno dei vulcanelli in Sicilia, di affidare la custodia di tali zone al Corpo Forestale e non a volontari, di provvedere alla recinzione di tutte le aree interessate, di affidare all’istituto di vulcanologia uno studio per la valutazione dei rischi”.
Nei prossimi giorni, a tal proposito, la riserva verrà interessata da ispezioni tecniche ed amministrative che dovranno valutare ciò che è accaduto.
La Procura della Repubblica di Agrigento ha disposto il sequestro dell’area della riserva naturale delle Macalube, di Aragona, dove si è verificata l’esplosione dei vulcanelli, costata la vita a Carmelo e Laura Mulone, di 9 e 7 anni. E’ stato aperto un fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti. L’accusa ipotizzata è duplice omicidio colposo. Nei prossimi giorni saranno avviati delle verifiche sui documenti, anche negli uffici della Regione, a cui appartiene la riserva. “Faremo di tutto – dice il procuratore capo Renato Di Natale – per fare giustizia nel ricordo di questi bambini”. Sempre la Procura ha nominato come consulente tecnico il direttore della sezione di Palermo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) Rocco Favara. L’incarico è stato formalizzato questo pomeriggio. Favara si è già messo al lavoro. Già ieri il professionista aveva già rilasciato alcune dichiarazioni proprio con specifico riferimento alla vicenda di Aragona affermando: «Non è possibile prevedere questi fenomeni naturali, ma è chiaro che bisogna studiarli per riuscire ad avere un sistema di monitoraggio e controllo simile a quello utilizzato per vulcani e terremoti».
Camminavamo alle Macalube quando ho sentito un rumore e mi sono accorto dell’esplosione. Ho preso i miei figli per mano e siamo scappati, ma il fango ci ha travolto”. E’ il tragico racconto di Rosario Mulone, l’appuntato dei carabinieri, che ha visto morire i suoi due figli sotto gli occhi.
“Ho iniziato a chiedere aiuto – ha continuato il militare – ero coperto di argilla fino al collo. Ho fatto di tutto per salvarli, ho fatto di tutto, ma non ci sono riuscito”. Rosario ha raccontato quei terribili momenti a don Salvatore Falzone, cappellano militare della Legione carabinieri Sicilia. Il sacerdote, insieme al capitano Giuseppe Asti, comandante della Compagnia dei carabinieri di Agrigento, ieri mattina si trovava all’ospedale San Giovanni di Dio, per dare sostegno a Rosario e alla moglie Giovanna Lucchese. I corpi di Laura e Carmelo, i loro figli di 7 e 9 anni rimasti uccisi dalla massa di fango, si trovano all’obitorio.













