Sarà il Jobs day. I lavoratori agrigentini testimoni della crisi che ha devastato il tessuto economico e sociale manifesteranno insieme agli altri lavoratori siciliani per suonare la sveglia a politica e governo regionale. Idealmente si uniranno 100 piazze italiane, il mondo del lavoro che vuole partecipare alla produzione e alla creazione di ricchezza, che rifiuta gli ammortizzatori sociali come strumento di sostegno improduttivo, farà sentire la propria voce: per chiedere il lavoro che non c’è.
“È strano – dichiara Maurizio Saia segretario della Cisl – come in un paese in recessione in forte crisi occupazionale il Governo vuole eliminare l’art. 18 dello statuto dei lavoratori per rendere più facili i licenziamenti anziché preoccuparsi di politiche attive del lavoro, di strumenti ed azioni che attraggano investimenti e che favoriscano l’occupazione. Chiederemo a politica e governo regionale, strategie di risanamento e riduzione degli sprechi, ma anche un taglio delle tasse, generali e locali”.
Sul palco allestito davanti la presidenza della Regione Siciliana interverranno 18 lavoratori che testimonieranno la crisi che vivono le loro aziende in Sicilia, per la provincia di Agrigento parleranno un lavoratore dell’Italcementi di Porto Empedocle ed un lavoratore precario della Pubblica Amministrazione.












