Scampato il pericolo, si torna lentamente alla normalità. Il ciclone simil tropicale che venerdì ha lambito le coste della Sicilia orientale si sta lentamente spegnendo nel mare Egeo. Rientra definitivamente l’allarme rosso. Ma la tempesta che ha tenuto con il fiato sospeso l’intera popolazione è solo l’ultima di una serie di eventi meteorologici che stanno mettendo a dura prova numerosi Comuni che si affacciano sulla costa ionica.
Ragusa, Siracusa, Catania e Messina sono state attraversate da raffiche di vento, con una velocità media di 50 nodi, che si sono lasciate dietro cartelloni pubblicitari divelti, alberi caduti e mareggiate. All’aeroporto Fontanarossa, a causa del forte vento, un volo proveniente da Malta non è riuscito ad atterrare. Una situazione che, per ore, ha bloccato l’attività dello scalo etneo che è ripresa nelle prime ore della mattinata, anche se con inevitabili ritardi a catena recuperati, poi, nel corso della giornata: il primo volo è decollato alle 7,37 (la partenza era prevista per le 6,15).
Il mare in tempesta da quattro giorni rende irraggiungibili le Eolie. Ieri ha viaggiato solo un traghetto partito da Milazzo alle 14. Un dializzato ha dovuto fare ricorso all’elisoccorso del 118 per raggiungere l’ospedale di Lipari da Salina. Le mareggiate, in quasi tutte le isole, hanno invaso porti e coste creando danni e disagi, in alcuni casi raggiungendo case e negozi. Nei centri abitati più piccoli cominciano a scarseggiare i generi di prima necessità e i farmaci.
Tra Siracusa e Catania, la situazione non è migliore: la Protezione civile ha reso noto che il vento ha causato ventimila distacchi di corrente elettrica, mentre mareggiate e frane hanno interrotto, in alcuni tratti, la viabilità sulla statale 114 e sulla statale 121.
A Catania abbattuti cartelloni e alberi, tanti pannelli pubblicitari divelti hanno danneggiato numerose auto in sosta. Scoperchiati anche alcuni tetti di abitazioni e danneggiate diverse verande. Alberi anche su tombe e cappelle del cimitero, che è stato chiuso a scopo precauzionale anche oggi per effettuare i sopralluoghi e gli interventi di rimozione e messa in sicurezza di tutto il verde pubblico. Per tutta la giornata di ieri sono rimasti chiusi il giardino Bellini e la villa Pacini. Domani riapriranno le scuole. In queste ore i tecnici stanno effettuando «attenti e scrupolosi controlli sullo stato degli edifici scolastici di competenza comunale, comprese le aree a verde, in maniera da identificare e risolvere eventuali problemi causati dal maltempo».
Nell’Acese la situazione è critica dallo scorso mercoledì. La tromba d’aria che si è abbattuta sulla zona ha causato ingenti danni ad Acireale e nei Comuni limitrofi. Le piogge senza tregua, poi, hanno aggravato le condizioni degli edifici e delle abitazioni già colpite dal vento e dall’acqua. “Sono state protocollate più di ottocento richieste di danni – sottolinea il sindaco Roberto Barbagallo -. Molte case e gli edifici che erano stati coperti con i teloni sono di nuovo scoperti, abbiamo avuto decine e decine di segnalazioni di pali dell’illuminazione, segnaletica, grondaie pericolanti e alberi divelti o spezzati”. Per oggi sono attesi i marines dalla base militare americana di Sigonella. I militari Usa lavoreranno a stretto contatto con i volontari e con la Protezione civile per risolvere le criticità provocate dalla calamità.
I danni li conta anche la Coldiretti che, a causa del maltempo, rileva un calo nella produzione degli alimenti Made in Italy che va dal 35% per l’olio di oliva al 15% per il vino fino al 4% del grano duro destinato alla pasta, con perdite anche per il raccolto di ortofrutta. La vendemmia rischia di classificarsi come la più scarsa dal 1950, il raccolto nazionale di pomodoro da conserva per preparare polpe, passate e pelati da condimento registra cali delle rese per ettaro e le castagne sono al minimo storico di produzione, ben al di sotto dei 18 milioni di chili registrati lo scorso anno e pari ad appena un terzo di quella di 10 anni fa. Insomma, anche per le ricadute economiche dei danni, rischiano di sparire dalle tavole i prodotti base della dieta mediterranea.
La tregua dal maltempo non sarà duratura. Dopo un sabato all’insegna di un lieve miglioramento, secondo i meteorologi, da domani a sabato prossimo la penisola sarà “interessata da almeno tre perturbazioni in sequenza ravvicinata che insidieranno soprattutto il Nord, le regioni tirreniche, le isole maggiori e il settore ionico”. In Sicilia, ribadisce il governatore Crocetta, «rimane lo stato di emergenza e cautela”. Anche se il peggio sembra essere passato.
LucaCiliberti













