Alzheimer21Il progressivo invecchiamento della popolazione nei paesi occidentali, ed in
particolar modo in Italia, offre uno stimolo sempre più forte nei confronti dei servizi
sanitari rivolti alla popolazione anziana. Il continuo aumento delle patologie mediche,
correlato al crescente innalzarsi dell’età media, determina cambiamenti sul
comportamento e sul funzionamento psichico. Secondo recenti dichiarazioni
l’Alzheimer e la demenza senile sono insieme alle patologie neoplastiche i più
grandi nemici dell’umanità. Un’emergenza galoppante destinata ad essere ancor più
grave a fronte di una longevità crescente da parte della popolazione mondiale.
«L’Alzheimer inizia a erodere il cervello e ad esercitare i suoi devastanti effetti anni
prima che il paziente venga diagnosticato e molti test farmacologici falliscono
proprio perché nel momento in cui il paziente inizia ad assumere il farmaco il
cervello è ormai già compromesso». Il tempismo è, dunque, cruciale e l’idea di
arrivare prima che la malattia si riveli, è fondamentale per studiare trattamenti in
grado di prevenire la progressione della patologia. Nel mondo 44 milioni di persone
sono ammalate di Alzheimer, cifre che dovrebbero raddoppiare nel 2030 secondo le
previsioni del Global Report 2014. Il 71% dei pazienti vivrà in paesi a basso e medio
reddito. Predire il rischio di ammalarsi si può. La ricerca ha reso disponibili numerosi
test, non ultimo quello degli odori, perché, ad esempio, anche i deficit olfattivi
possono apparire come segnali del morbo. La demenza di Alzheimer è, in parte, di
origine genetica e, in parte, dovuta a fattori di tipo ambientale. Stando ad uno studio
dell’università di Cambridge, pubblicato di recente sulla rivista Lancet, la demenza
sarebbe prevenibile agendo su sette principali fattori di rischio: diabete, ipertensione,
obesità, sedentarietà, depressione, fumo, scarsa attività intellettuale. Pertanto, si
avverte la necessità di una strategia di intervento sui disturbi mentali attraverso il
contenimento della perdita delle autonomie, favorendo una diagnosi precoce ed un
adeguato intervento. Oggi occuparsi di demenza significa studiare una patologia che
interessa molteplici figure specialistiche: dal neurologo allo psichiatra, al geriatra,
allo psicologo, al riabilitatore e che investe non solo la componente sanitaria ma
anche sociale e legale.
Il convegno dal titolo “IV Giornate Psicogeriatriche Agrigentine” mira, infatti, ad
evidenziare tutte le problematiche connesse alla malattia, articolandosi in sessioni
relative ad ambiti diversi (dalla farmacologia alla psicogeriatria, psicologia, medicina
legale e sociale) al fine di attuare modelli assistenziali che oscillano dalla
prevenzione alla diagnosi, alla terapia e all’assistenza.