candela_lutto_2La Procura di Ragusa ha aperto un fascicolo per omicidio volontario, contro ignoti, nell’inchiesta sulla morte di Andrea Loris Stival, il bambino di 8 anni trovato senza vita ieri in un canalone in cemento profondo due metri e mezzo, che costeggia un vecchio mulino abbandonato nella campagne della zona di Scoglitti, a quattro chilometri di distanza da casa sua. Il fascicolo, hanno sottolineato i magistrati, è stato stato aperto “a titolo precauzionale” in attesa degli esiti definitivi dell’autopsia.

LA MORTE IN TARDA MATTINATA. Il bambino sarebbe morto diverse ore prima del ritrovamento. Quando il personale del 118 è arrivato, a quanto si è appreso presentava un rigor mortis avanzato. Ciò fa presupporre che il decesso possa essere avvenuto in tarda mattinata. Secondo indiscrezioni, il piccolo avrebbe fatto un volo di circa 3 metri all’interno di un canalone in cemento. Gli esiti ufficiali dell’autopsia non sono noti, l’esame non è concluso.


PAESE SCONVOLTO. Santa Croce Camerina è sconvolta, la famiglia è distrutta, chiusa nel dolore, all’interno dellacasa al terzo piano di una palazzina alla periferia del paese. Non ci sono ancora spiegazioni e soprattutto colpevoli per la morte del piccolo Loris. Il dubbio maggiore è: come è arrivato il bambino fino a lì?

UNA TESTIMONE. C’è un teste che ha visto il bambino: dopo le 9 del mattino, senza essere entrato a scuola quindi, passeggiava in paese ed era già senza zaino. Ad averlo notato sarebbe la nuora di un’amica del nonno del piccolo. Polizia e carabinieri hanno anche visionato le riprese del sistema di sorveglianza di un panificio verificando che la mamma, dopo aver lasciato il figlio più grande, ha accompagnato all’asilo quello di quattro anni. Alla titolare dell’esercizio dice: “Oggi non gli ho preso il panino perché gli ho dato due brioche per la merenda”.

I GENITORI NEL LUOGO DEL RITROVAMENTO. I genitori di Loris hanno compiuto un veloce sopralluogo in contrada Mulino Vecchio, nel luogo dove è stato trovato il cadavere. Accompagnati dalla polizia hanno attraversato la campagna per osservare da vicino il canalone.

Dopo una decina di minuti sono andati via: lei in lacrime sorretta dal marito. Non hanno voluto parlare con i cronisti. Il trentenne precedentemente era stato condotto in questura per essere sentito come testimone. L’uomo, che lavora come autotrasportatore, ieri era vicino Roma e risulta estraneo ai fatti. La polizia ha spiegato che sono interrogatori di routine. La moglie, 25enne casalinga, non può essere ancora sentita perché è sotto shock.

L’ORA DEL SILENZIO. “È il momento del silenzio, non ci sono parole per quello che è accaduto”, dice Roberto Corrado, amico dei genitori, uscendo da casa dopo averli incontrati. “In casa ci sono lamenti e dolori – aggiunge -, c’è una famiglia distrutta che è tutta abbracciata nel piangere la scomparsa del bambino”. Uno zio del piccolo esce di casa per fumare una sigaretta, si siede su un gradino ma dice ai cronisti: “Lasciatemi in pace, non è il momento, non sono quello giusto per parlare”.

TUTTE LE IPOTESI APERTE. Chi indaga è convinto che il piccolo sia morto nel canale per la raccolta dell’acqua piovana dove è stato trovato. Anche stamattina gli investigatori restano però cauti: “Tutte le ipotesi sono aperte, non c’è alcuna pista privilegiata”, affermano. L’unico particolare che emerge dall’ispezione cadaverica è un ematoma sul viso del piccolo, ma niente che possa spiegare cosa è accaduto.

L’APPELLO: “CHI SA CHIAMI”. Le forze dell’ordine “raccomandano a tutti i cittadini di fornire eventuali dettagli utili per la prosecuzione delle indagini mediante segnalazioni, anche anonime, ai numeri d’emergenza 112 e 113 o recandosi presso un qualunque ufficio di polizia”.